Anche i privati entrano nel Cda. Ora Serravalle vale molto di più

Un’apertura ai privati che rende più appetibile l’acquisto delle azioni
Serravalle. L’ha messa nero su bianco la giunta della Provincia
modificando l’articolo 14 dello statuto per assicurare al secondo
azionista di maggioranza relativa, anche privato, la presenza di un
rappresentante nel cda

Un’apertura ai privati che rende più appetibile l’acquisto delle azioni Serravalle. L’ha messa nero su bianco la giunta della Provincia modificando l’articolo 14 dello statuto per assicurare al secondo azionista di maggioranza relativa, anche privato, la presenza di un rappresentante nel cda. Il nodo che aveva fatto saltare il consiglio comunale di lunedì sul «riequilibrio di bilancio», con il Pdl che accusava il centrosinistra di voler svendere la quota di Serravalle dopo che la prima gara è andata deserta. Appena 145 milioni di euro anche se la valutazione di Dexia fissava la forbice fino a 185. Chiaro che con la modifica apportata ieri allo statuto, il 18,6 per cento della società potrebbe avere tutt’altro valore. Così come si rivaluterà il 52,9 per cento che fa della Provincia, attraverso la sua controllata Asam, il socio di maggioranza assoluta. Il presidente del consiglio comunale Basilio Rizzo ha già chiesto all’assessore al Bilancio Bruno Tabacci una nuova valutazione dell’advisor Dexia, perché sia presentata in aula venerdì e inserita in delibera. «L’intenzione è quella di garantire grazie ai nuovi investitori - spiega una nota di Palazzo Isimbardi -, i mezzi finanziari necessari al completamento delle grandi infrastrutture, Pedemontana, Brebemi e Tangenziale esterna e al contempo, agevolare la quadratura di bilancio degli enti locali». Dato che, ha spiegato il presidente Guido Podestà, «Provincia e Comune hanno concordato sulla necessità di trovare un punto di equilibrio tra l’obiettivo di proseguire l’infrastrutturazione del territorio e l’esigenza di gestire bilanci in questi tempi difficili». Per il sindaco Giuliano Pisapia «questo confermerà che ci saranno maggiori richieste in un prossimo futuro, spero breve, per l’acquisto della quota del Comune di Milano e forse, se lo vorrà, anche della Provincia».