Anche i tassisti in guerra

Pescatori, camionisti, agricoltori e tassisti. Anche in Spagna i lavoratori che più dipendono dai combustibili iniziano a mostrare tutto il loro malcontento per l'aumento del prezzo del petrolio che, assicurano, li sta lasciando progressivamente senza guadagni. Nonostante benzina e diesel siano più economici che in Italia (in media 1,3 euro al litro), anche nella penisola iberica sono cresciuti di quasi un 40% nell'ultimo anno, mettendo in crisi l'economia. Le grida di aiuto arrivano infatti tanto dalle associazioni di agricoltori come dall'aerolinea di bandiera Iberia. Tutti hanno la stessa richiesta per lo Stato: combustibili a minor prezzo. I primi a lanciare l'allarme sono stati i pescatori catalani che lunedì hanno incrociato le braccia. Ad alcune flotte di Barcellona se ne sono aggiunte altre di Cadice e della Galizia. Ma il d-day è fissato per oggi con una manifestazione davanti al ministero e una chiamata allo sciopero di tutta la flotta spagnola. «Il gasolio da nave è aumentato del 320% in cinque anni», spiegano al Giornale da Cepesca, una delle più grandi associazioni di armatori di Spagna.
Nei trasporti le cose non vanno meglio. La seconda associazione di autotrasportatori spagnola, Fenadismer, ha convocato per il prossimo 8 giugno uno sciopero a oltranza se il governo non fissa tariffe minime per il trasporto merci. Visto che dal ministero hanno già detto di no, è probabile che si arrivi allo scontro. Anche per i circa 381.000 camionisti spagnoli il problema è l'aumento del 40% del prezzo del gasolio negli scorsi 12 mesi. La proposta di utilizzare il diesel agricolo - più economico perché sovvenzionato dalla Ue - per i camion, non convince gli agricoltori, a loro volta sul piede di guerra per via degli aumenti. Le associazioni di categoria hanno già annunciato che si riuniranno sabato per decidere che tipo di protesta intraprendere.
Mentre aumentano i furti di combustibile ai camion, i tassisti di Barcellona hanno già chiesto di poter maggiorare le tariffe applicate ai loro clienti di un 3%. L'aerolinea di bandiera Iberia si è aggiunta al coro di petizioni di aiuto, ma ha anche deciso di mandare in pensione anticipata alcuni vecchi aerei Dc-9. Consumano troppo.