Anche l’inceneritore brucia il centrosinistra

Francesco Gambaro

«La scelta di fare l'inceneritore a Genova nel sito si Scarpino è agli atti. Indietro non si torna». Non è una lieta novella per Rifondazione comunista quella che ha dato ieri il sindaco Giuseppe Pericu, a margine della riunione di giunta. Il primo cittadino e l'assessore al ciclo dei rifiuti, Gianfranco Tiezzi, hanno annunciato il nome del vincitore del concorso internazionale indetto da Amiu (su incarico dell'Ato), per verificare l'opportunità di un termovalorizzatore sulle alture di Sestri Ponente. Che alla fine si farà, con buona pace di Rifondazione e dei comitati, sulla base del progetto dello «Studio dell'acqua Bellavitis» di Milano, che si è aggiudicato il concorso a cui hanno partecipato 14 studi professionali.
Ma nel centro sinistra è guerra su tutti i fronti, dal termovalorizzatore al Terzo valico, fino a viabilità e al trasporto pubblico. A mandare su tutte le furie Marco Nesci, Aurelio Macciò e Patrizia Poselli, rispettivamente capigruppi in Regione, Provincia e Comune di Rifondazione, sono stati «gli attacchi immotivati» da parte di esponenti Ds e Margherita al circolo del partito nella Val Polcevera. «Intendiamo esprimere la nostra piena solidarietà ai compagni e compagne, in particolare alla vice presidente della circoscrizione Angela Parodi e al capogruppo, Gianni Montelatici». Che erano già finiti nell'occhio del ciclone dopo l'ordine del giorno presentato a ridosso delle elezioni, con cui impegnavano il parlamentino a esprimersi contro il Terzo valico. Ma Ds e Margherita dissero picche. Spaccatura inevitabile nel centro sinistra e verifica di maggioranza chiesta dal presidente di circoscrizone Gianni Crivello. «Invece - tuonano Nesci e compagni - nelle parole espresse dai capigruppo Ds e Margherita non compaiono per nulla risposte ai contenuti posti da Rifondazione per una più che necessaria verifica di maggioranza, ma solo ingenerosi attacchi di rara pesantezza». In effetti Ds e Margherita sono andati giù duro, accusando Rifondazione di perseguire da sempre «la politica del voltafaccia... evitando di assumersi ogni respondabilità». Di qui la replica sdegnata di Nesci, Macciò e Poselli che invitano i compagni di coalizione «a ritornare alla ragione, alla politica e al dialogo sulle questioni reali da noi poste: Terzo valico, inceneritore, trasporto pubblico e viabilità». Ma dall'altra parte non ci sentono proprio.