Anche l’Ussi difende i giornalisti

Messaggio ai naviganti, ramo Sampdoria. Ora che tutti si sono sfogati, con molte ragioni, molti eccessi, qualche ingenerosità e qualche stupidaggine, invito l'intero clan blucerchiato a considerare un fattore fondamentale: occhio a non offendere gratuitamente Garrone perché se lo si inducesse a dire «signori è stato un piacere, arrivederci e grazie» si ripiomberebbe nella cacca fino agli occhi. È un consiglio che offro al colto e all'inclito con l'amichevole serenità che mi viene da 45 anni di esperienza professionale alternativamente rimediata all'altare, al capezzale e alla polvere dello sport genovese, calcio-spettacolo in testa.
Tutto va sempre correttamente rapportato al contesto in cui si opera. Se per gestire «oculatamente» la Sampdoria la famiglia Garrone ha dovuto sborsato 90 milioni di euro (180 miliardi di lire: alla faccia del «braccino corto»!) in 4 anni, in un Club che con gli scarsi proventi tivù attuali fisiologicamente perde 20 milioni di euro (40 miliardi di lire) all'anno, giù il cappello e basta.
Sotto il profilo sportivo, la dirigenza della Sampdoria ha commesso svariati errori nel corso della corrente stagione? Sissignori. A mio parere i più evidenti si sono concretizzati in due «scommesse», che in quanto tali si potevano perdere (prima legge di Murphy: le disgrazie, quando devono avvenire avvengono), riguardanti due convalescenze da identico pesante intervento al ginocchio: quella estiva su Falcone e quella di gennaio su Bazzani. Aggiungo anzi che, a parer mio, non si è stati sportivamente lungimiranti nemmeno la scorsa stagione quando, per sostituire il transfuga Bazzani, se si fosse ricorsi a gennaio a un attaccante che garantisse qualche gol in più di Rossini si sarebbe forse potuto moltiplicare sensibilmente in positivo, con l'ingresso in Champion's League, il sacrificio economico sostenuto.
Con tutto ciò, visto che ad onta della mostruosità di 5-sconfitte-5 consecutive in fila la squadra blucerchiata figura ancòra al decimo posto della classifica di serie A, è giocoforza ammettere che qualcosa (molto?) di buono è stato comunque preventivamente fatto. Vediamo insomma di non esagerare, considerato che l'amministratore oculato mette sì in conto pure la sfortuna, ma non una jella del genere (5 ginocchi a lungo fuori uso!), di cui personalmente non riesco a ricordare l'eguale.
Qualche errore ha insomma commesso l'ottimo Marotta, in qualche errore è pure incorso l'ottimo Novellino, qualche errore hanno sicuramente fatto molti giocatori. E allora? Poiché il patròn Garrone conserva illimitata fiducia sia in Marotta sia in Novellino (e per quanto può valere io concordo pienamente con lui), conviene farsene una ragione: vorrà dire che facendo tesoro degli errori commessi si cambieranno in estate parecchi giocatori, investendo con oculatezza per ripartire con rinnovato entusiasmo. Perdere una stagione nel calcio - nel senso di passarla comunque nel limbo, non all'inferno - in una città che s'industria da decenni a perdere occasioni fondamentali, ci può stare. O no?
Egualmente non deve cadere nella trappola dell'esasperazione che annebbia i cervelli il clan del Grifone, cui pende sul capo l'insidia della rediviva penalizzazione per il beffardo caso Ghomsi. Per le circostanze in cui sono avvenuti, gli 0-0 di Giulianova e Pavia vanno considerati buoni. La forza del Genoa continua ad essere garantita dall'obiettiva debolezza degli avversari. Si abbia fiducia che Perotti riesca davvero a migliorare il complesso di match in match. Si batta dunque il San Marino e si vada a vincere alla Spezia, come è possibile e anzi probabile. A quel punto, fine dei patemi. E cuori e cervelli sintonizzati sulla prossima stagione.