Anche la Lazio sbarca tra i vip ma la prima notte è in silenzio

Biancazzurri nella tana dell’Olympiakos a porte chiuse

Roma - Un sogno realizzato. Stasera Delio Rossi e la Lazio dei debuttanti sentirà finalmente la «musichetta» della Champions League, ma la prima volta avverrà in un ambiente irreale: l’Uefa ha chiuso le porte del Georgios Karaiskakis Stadium di Atene per i disordini avvenuti sugli spalti prima e durante la gara con lo Shakhtar Donetsk del 5 dicembre scorso. «Giocare con le tribune vuote è sempre una sconfitta per il calcio - sottolinea il tecnico laziale - il bello di questo sport è quando ci sono tutte le componenti. Io vorrei sempre giocare a porte aperte».

Evitare l’impatto con il «caloroso» pubblico greco sarà indubbiamente un vantaggio per i biancocelesti, anche se l’Olympiacos ha in testa solo la Lazio da oltre due settimane (il campionato è fermo per le elezioni) e Lemonis ha studiato gli avversari a Roma sabato scorso nella noiosa sfida con l’Empoli. Gli ellenici non vogliono fallire ancora, dopo che nelle ultime due stagioni hanno iniziato l’avventura nei gironi della Champions con una sconfitta casalinga. «È una partita piena di insidie contro una squadra tosta, ma non andremo ad Atene per fare le comparse, voglio vedere l’incoscienza e l’entusiasmo dei debuttanti senza fare tanti calcoli», dice ancora Delio Rossi. Che stasera vuole raccogliere i primi frutti di due anni di lavoro. «In questo girone non vogliamo fare i pastorelli del presepio o le figurine...», è la battuta del tecnico che respinge le critiche arrivate dopo il terzo pareggio in campionato. «Lo scorso anno avevamo gli stessi punti di adesso e avevamo già perso due gare. Ho una squadra che ha lavorato tanto e che al momento non è al top. Se vogliamo vedere il bicchiere sempre mezzo vuoto allora facciamolo, ma credo che questa Lazio meriti dei crediti».

«Possiamo essere la sorpresa della Champions», sottolinea Pandev eroe insieme a Rocchi (che spera di farsi un regalo, visto che domani compirà 30 anni) nel preliminare di ritorno a Bucarest. La competizione è nuova per i gemelli del gol laziali e per altri 13 dei venti convocati di Rossi: Scaloni, ancora in ballottaggio con De Silvestri, è il più esperto (se giocherà, collezionerà il gettone numero 50); Ballotta difenderà la porta laziale per la quinta volta nella massima competizione europea; per Zauri, Baronio e Mauri pochi spiccioli di Europa d’élite.

L’avventura dei biancocelesti ha molte analogie con quella già vissuta da Serse Cosmi e dall’Udinese nel 2005, conclusa con l’amaro in bocca per una qualificazione agli ottavi sfumata in extremis. Anche i friulani (ma in casa) iniziarono il loro cammino contro una squadra ateniese, il Panathinaikos: fu un trionfo grazie alla tripletta del neo juventino Iaquinta. In quell’Udinese c’era proprio Stefano Mauri, che stasera tornerà nel gruppo dopo l’infortunio ma potrebbe partire dalla panchina: al suo posto, come a Genova con la Samp, dovrebbe giocare Manfredini.