Anche Londra al capezzale dell’Irlanda

«Per l’Irlanda quella appena trascorsa è stata la settimana più nera dai tempi della guerra civile». Parola di Eamon Gilmore, il leader del Partito laburista britannico all’opposizione rispetto al governo guidato dal Fianna Fail («Soldati del destino» in gaelico). La situazione è a dir poco difficile: conti pubblici fuori controllo, banche a rischio di crac e una crisi politica alle porte. Il risultato è pesante con il governo in bilico, ha una maggioranza di appena tre parlamentari, e il Fine Gael, il principale partito di opposizione che minaccia di votare contro la finanziaria 2011. E poi c’è la rabbia della gente contro il governo che ha nascosto i problemi fino all’appello del ministro delle Finanze, Brian Lenihan, che ha formulato la richiesta di accesso al programma di aiuto dell’Ue e del Fmi.
E già ieri sera c’è stata una riunione telefonica dei ministri dell’Eurogruppo per verificare la situazione e l’ammontare degli aiuti necessari che, per il ministro delle Finanze, Lenihan dovrebbe essere alla fine tra gli 80 e i 90 miliardi di euro mentre alcuni analisti ipotizzano cifre più elevate. E dunque dopo la Grecia, che ha beneficiato di un aiuto di 100 miliardi in tre anni, l’Irlanda sarebbe il secondo Paese dell’Eurozona a richiedere un simile intervento che dovrebbe essere ratificato già domani. Ma se l’Inghilterra e anche la Svezia hanno già dato il benestare sugli aiuti, la Germania pare meno convinta. I ministri delle Finanze dei Paesi europei sarebbero comunque favorevoli all’aiuto, anche se l’entità non è stata ancora decisa. Il commissario Ue alle finanze ha comunque già stabilito la durata: tre anni. Sui conti dell’ex-Tigre celtica pesano i 50 miliardi che hanno permesso a Bank of Ireland e Allied Irish di salvarsi dopo il crollo del mercato immobiliare che si è tradotto, come negli Usa, in una pesante crisi degli istituti di credito. Secondo l’economista Giacomo Vaciago l’intervento dell’Ue dovrebbe essere immediato. «Il governo irlandese - ha detto - ha già perso troppo tempo. Questo modo di agire è inaccettabile perché moltiplica l’effetto contagio. Se gli spread dei titoli italiani hanno continuato ad aumentare la colpa è dell’Irlanda non certo di Silvio Berlusconi».Ora il governo irlandese deve passare all’azione e il Taoisech, parola complessa che indica il primo ministro, ossia Brian Cowen, deve presentare una manovra che convinca l’Europa. I tagli sarebbero di circa 15 miliardi in 4 anni, un intervento massiccio che vale il 10% del pil del Paese e che poggerebbe per due terzi su tagli alla spesa pubblica (welfare e tagli occupazionali) e un terzo su nuove tasse. L’obiettivo è quello di ricondurre il deficit, che ora viaggia al 32% del pil, sotto la soglia del 3%, prevista dai trattati europei, entro il 2014. Secondo i media irlandesi il piano potrebbe prevedere un taglio di circa 20mila dipendenti del settore pubblico, l’introduzione di una tassa sull’acqua, nuove tasse sulle case e il taglio dei salari minimi che sono i più alti d’Europa dopo il Lussemburgo. Non ci dovrebbe invece essere l’innalzamento della tasse alle imprese, ora al 12,5%. Anche perché Intel, Merrill Lynch, Hp e altre società Usa hanno già avvisato che lasceranno il Paese se le tasse venissero aumentate. Da questa mattina la parola torna alle Borse.