«Anche loro stanno al gioco e poi s’arrabbiano quando qualcosa va storto»

Luca Dini: «La più furba? Sarah Jessica Parker al suo parto chiamò tutti i fotografi. Scoop in fumo». D’Agostino: «Mai coinvolgere i bambini»

Eleonora Barbieri

«Non sono i paparazzi a inseguire i vip: sono i vip che inseguono i paparazzi». Roberto Alessi, direttore del settimanale Star Tv non ha dubbi: «Altrimenti, perché andrebbero tutti negli stessi posti, sicuri di trovare schiere di fotografi? Finire sulla stampa significa rimanere vivi e, spesso, è anche l'occasione per guadagnare qualche soldo in più, facendosi pubblicità. Come Bobo Vieri, che non manca occasione per sfoggiare capi della sua linea di abbigliamento».
Il gioco, dicono gli addetti ai lavori, è semplice e reciproco: sono pochi i casi in cui l'immagine rubata provoca davvero fastidio. «Qualcuno che non sopporta i fotografi c'è - racconta Luciana Frattesi, direttrice di Visto -, ma l'80 per cento li ama, li adora e li chiama. E non ha vergogna ad ammetterlo, sulla scia di Alba Parietti».
Fra le mani e nei cassetti delle redazioni capitano anche foto imbarazzanti e, in quei casi, la prudenza è d'obbligo: «Innanzitutto bisogna verificare che non si tratti di qualcosa di concordato - spiega Pino Belleri, direttore di Oggi - e, poi, soppesare la singola situazione, soprattutto se si rischia di provocare conseguenze gravi sulla vita privata o sul matrimonio. Ad esempio, quando abbiamo pubblicato le immagini dell'ex marito della Ferilli con la sua attuale compagna abbiamo prima contattato l'avvocato della coppia. I problemi sono sorti in seguito, con le foto dell'attrice insieme a Cattaneo...».
Le pressioni non mancano, soprattutto se l'interessato è immortalato con l'amante di turno. «Non pratico censure: il metodo è uguale per tutti - mette in chiaro Luciano Regolo, direttore di Novella 2000 -: evitiamo solo se sono coinvolti i bambini, o se i genitori chiedono di potersi prima spiegare con loro». A volte sono i legali a mettere in guardia i giornali: «Arrivano lettere preventive - racconta Silvana Giacobini, direttrice di Diva e donna - soprattutto quando ci sono foto di un personaggio noto e uno ancora sconosciuto. E, a volte, la paparazzata è difficile da evitare, perché i teleobiettivi sono potentissimi e i fotografi molto abili. Così sono riusciti a beccare Michael Douglas e Catherine Zeta Jones sullo yacht, prima del matrimonio: sono stati cacciati, ma a scoop ormai avvenuto».
L'attenzione è alta, invece, nel caso di immagini che coinvolgano i bambini, come conferma il direttore di Dagospia, Roberto D'Agostino: «In caso di separazioni, affidamenti e foto di minori si rischiano guai seri. Meglio evitare». Dall'altro lato, antenne tese contro le invenzioni: «Ormai c'è un opificio di finti scoop alimentato ad arte da aspiranti star», racconta Regolo. Gli assediati veri, in Italia, sono pochi: Simona Ventura su tutti («Lei conosce bene il gioco - spiega Frattesi - ma certe intrusioni eccessive nel privato la infastidiscono»), Anna Falchi, Manuela Arcuri. Alcuni si dichiarano allergici, ma solo a successo ormai raggiunto: «Ci vuole coerenza - aggiunge Regolo -: la Seredova ora non parla della vita privata, ma quando doveva promuovere i calendari...». Un rimedio, comunque, esiste: «Sarah Jessica Parker, all'apice della fama, era in attesa del secondo figlio - ricorda Luca Dini, direttore di Vanity Fair - e una foto del piccolo era valutata migliaia di dollari. Ma lei è stata più furba: il giorno del parto ha avvisato tutti i fotografi, le immagini si sono inflazionate e lei era di nuovo libera come l'aria».