Anche la memoria difensiva tra i diritti del contribuente

Affrontiamo oggi il tema del contribuente sottoposto a verifica fiscale e della sua tutela. A questo proposito, lo Statuto dei diritti del contribuente, le cui norme costituiscono principi generali cardine dell'ordinamento tributario, impone una specifica disciplina fiscale trasparente. In particolare, l'art. 12 prevede per il contribuente sottoposto a verifica fiscale la possibilità di avvalersi dei diritti e garanzie che può maggiormente manifestare in occasione di accessi, ispezioni e verifiche contabili-fiscali da parte dell'amministrazione finanziaria e della Guardia di Finanza.
Il contribuente ha quindi il diritto di essere informato sui motivi che hanno originato la verifica nei suoi confronti, la facoltà di farsi assistere da un professionista abilitato nel corso dell'ispezione contabile, il diritto di chiedere che le operazioni di controllo con l'esame dei documenti e delle scritture obbligatorie vengano eseguite presso la sede dell'ufficio dell'Amministrazione o presso lo studio del proprio professionista e, infine, la facoltà di far verbalizzare le proprie osservazioni ed eccezioni sui rilievi formalizzati nel processo verbale di constatazione (il cosiddetto Pvc). Tutto ciò, tenendo conto che l'attività di verifica deve compiersi nel termine di trenta giorni, salvo giustificata proroga di altri trenta.
A seguito dell'entrata in vigore di queste disposizioni, e al fine di adeguare le regole procedurali, prima il Comando Generale della Guardia di Finanza e successivamente l'Agenzia delle Entrate hanno fornito le istruzioni operative secondo i principi sanciti dallo Statuto che vengono così sintetizzati: la verifica eseguita presso la sede in cui esercita l'attività il contribuente, deve tener conto della «effettiva esigenza di indagine e controllo sul luogo»; negli altri casi, l'attività di controllo sarà preordinata mediante l'invio di questionario, la richiesta di documenti, la convocazione presso l'Ufficio e altre indagini che l'Ufficio stesso ritiene opportuno esperire. Quando per motivi eccezionali e di urgenza, il verificatore fa ricorso ad intervento operativo al di fuori dell’orario normale di attività, questo dovrà risultare con chiarezza dagli atti di verifica: infine, il responsabile della ditta ha diritto all’informazione sui motivi della verifica, che deve svolgersi nel massimo riserbo.
A questo proposito il Comando Generale della Guardia di Finanza con la circolare del 15 marzo 2002 ha introdotto ulteriori direttive affinché le operazioni di verifica vengano svolte con la massima riservatezza e discrezione e «nelle migliori condizioni per lo sviluppo del dialogo con il contribuente». Non di meno ha fatto l'Agenzia delle Entrate che, con la circolare del 27 giugno 2001, ha diramato istruzioni alle Direzioni Regionali per i controlli programmati raccomandando affinché tutti gli accessi, le ispezioni e le verifiche presso i locali adibiti ad attività commerciali e professionali, siano effettuate secondo le regole previste dallo Statuto.
Ancora l’art.12 prevede che nei 60 giorni dalla consegna del processo verbale di constatazione il contribuente ha diritto di produrre e depositare una memoria preventiva al competente Ufficio tributario nella quale esporrà le proprie ragioni, osservazioni e richieste, ricordando, nel contempo, che l'avviso di accertamento non può essere emanato prima dei predetti termini, salvo casi di particolare e motivata urgenza.
Osservazioni e richieste che l’Ufficio incaricato deve valutare, con la possibilità di procedere ad un vero e proprio contraddittorio delle parti per meglio chiarire la posizione fiscale ancora prima della definitiva notifica dell'atto di accertamento.
Va da sé che la corretta interpretazione delle disposizioni in esame impone di ritenere che in sede contenziosa debba essere dichiarato illegittimo l'avviso di accertamento emanato prima della scadenza dei 60 giorni decorrenti dalla data del rilascio del processo verbale di constatazione di chiusura delle operazioni di verifica. Ne consegue che in forza di queste disposizioni viene preclusa all'Ufficio la possibilità di procedere in tale periodo all'emanazione del provvedimento di accertamento.