Anche il mercato punta sul no di Bankitalia

Decisivo il parere della Vigilanza di Via Nazionale. E in Borsa il titolo assicurativo vola ai massimi degli ultimi quattro mesi

da Roma

Il parere della Banca d’Italia sull’Opa lanciata da Unipol sulla Banca nazionale del lavoro è in arrivo e il mercato scommette su una bocciatura. Il parere sarà firmato da Vincenzo Desario, il direttore generale che regge ad interim la banca centrale in attesa del nuovo governatore Mario Draghi. Ieri, in Borsa, il titolo Unipol è salito del 4,1 per cento e, secondo gli operatori, questa tendenza ha un significato evidente: il mercato scommette su uno stop da parte di via Nazionale ad un’operazione definita «spregiudicata» e anche pericolosa per la solidità stessa della compagnia assicurativa bolognese.
Il titolo Unipol ha chiuso ai massimi degli ultimi quattro mesi, con scambi sostenuti pari a circa l’1,7 per cento del capitale. Un segnale chiaro, che va in direzione opposta alla proclamata intenzione, da parte di Unipol, di andare avanti nell’integrazione con Bnl (il cui titolo ha chiuso ieri in lieve calo).
Draghi non è a Roma in queste ore. «L’attendiamo in banca lunedì», dicono a palazzo Koch. Se, come appare molto probabile, il parere negativo della banca centrale giungerà nelle prossime ore, non potrà essere sollevata da nessuno la questione del conflitto d’interesse fra il Draghi neogovernatore e il Draghi banchiere privato alla Goldman Sachs, advisor del Banco di Bilbao nell’offerta rivale su Bnl.
Desario ha ricevuto l’ultima settimana di dicembre il dossier Unipol dall’Isvap, l’istituto che vigila sulle assicurazioni. È molto probabile che, fra le motivazioni del possibile «disco rosso», il direttore generale di Bankitalia evidenzi l’inadeguatezza patrimoniale del gruppo che fu di Giovanni Consorte nell’affrontare un boccone impegnativo come la Bnl. E del resto, la vicenda giudiziaria che ha portato alle dimissioni di Consorte e del suo braccio destro Ivano Sacchetti difficilmente potrebbe consentire una decisione di segno positivo da parte della banca centrale. Nei giorni scorsi anche alcune forze politiche di maggioranza avevano espresso riserve su un eventuale via libera all’offerta Unipol. «Dopo tutto quello che è emerso, un parere positivo sarebbe inaccettabile», osservava il vicecoordinatore di Forza Italia, Fabrizio Cicchitto.
Il complesso e tormentato iter autorizzativo, incominciato cinque mesi fa, dovrebbe dunque concludersi prestissimo e con un esito negativo per la compagnia assicurativa delle coop. Un esito che potrebbe riaprire i giochi sul futuro delle aziende coinvolte nell’affaire. Il mercato fa diverse ipotesi. Si parla, ad esempio, di una possibile aggregazione fra il Monte dei Paschi e l’Unipol, dato che l’istituto creditizio senese detiene già il 25,7 per cento di Finsoe, società controllante di Unipol. Ma, soprattutto, potrebbe tornare il campo il Banco di Bilbao sulla Bnl, di cui detiene già il 15 per cento del capitale. Secondo fonti finanziarie madrilene, il Bilbao potrebbe ritornare ad interessarsi della banca romana, presentando una nuova offerta, «purché riceva garanzie che la storia non si ripeta», cioè che non si materializzino nuovi ostacoli da parte della nostra banca centrale. Oltre agli spagnoli, altri pretendenti per la Bnl potrebbero essere il San Paolo Imi, la Banca popolare di Verona e Novara e la francese Bnp Paribas.
Dunque, il dossier Bnl - anche una volta risolta la questione dell’autorizzazione ad Unipol - resta in bella evidenza sulla scrivania del governatore entrante. Draghi, dopo una puntata a New York per il saluto ai soci della Goldman Sachs, da lunedì dovrebbe occupare il suo studio a palazzo Koch.