«Anche nel 2006 il mercato delle case crescerà»

Per Sforza Fogliani (Confedilizia) non esiste un rischio bolla. Restano eccessivi i prelievi fiscali

da Roma

«La bolla di cui si parla da anni non è scoppiata. Anzi prevediamo per il 2006 una crescita ulteriore delle quotazioni immobiliari, anche se rallentata rispetto al passato». La Confedilizia presenta i dati semestrali del suo Borsino immobiliare, e il presidente dell’associazione Corrado Sforza Fogliani conferma il trend positivo del valore delle case, a cui tuttavia non corrisponde un analogo aumento di redditività, «a causa di una fiscalità - spiega Sforza Fogliani - che assorbe fra il 50 ed il 60% del canone di locazione».
Il rendimento lordo del capitale investito sul mattone è sceso dal 3,6% del 2002 al 2,89%: il resto lo fa il fisco. Per questo motivo, all’avvicinarsi delle elezioni, la Confedilizia chiede alle forze politiche un impegno a modificare il regime di tassazione della casa passando da quella attuale, legata al valore patrimoniale, a un prelievo reddituale. Inoltre, sottolinea Sforza Fogliani, è necessaria la revisione del catasto. Non mancano poi le critiche al blocco degli sfratti in alcune aree metropolitane, e le perplessità di fronte alle richieste di alcuni partiti della sinistra di «requisire» appartamenti sfitti per le famiglie sfrattate.
Quanto all’andamento del mercato immobiliare, si conferma la grande disparità di valutazioni fra le grandi città come Roma e Milano, dove per una casa in centro si spende mediamente intorno ai 6 mila euro al metro quadro, e i capoluoghi del Sud dove si scende fino a minimi di 300 euro a metro quadro (periferia di Ragusa). Dopo Roma e Milano, è Siena a guidare la classifica del «caro casa», con una media di 5.300 euro a metro quadro in zona centrale. La «casa tipo» di cento metri quadrati in zona semicentrale costa in media 373.500 euro a Milano, 365.000 euro a Roma, 288.000 a Firenze, 281.000 euro a Torino, 225.000 euro a Napoli, 217 mila euro a Venezia e 150.000 euro a Palermo.
Prezzi, questi, che secondo la Confedilizia sono destinati non soltanto a «tenere» ma anche ad aumentare anche se a ritmi più blandi rispetto agli anni scorsi.
«La liquidità emersa dalla crisi del mercati azionari non è del tutto finita - spiega Sforza Fogliani - nè è stata riconquistata completamente la fiducia dei risparmiatori, che infatti continuano ad affidarsi al mattone».