Anche nell’Islam c’è chi canta fuori dal coro

Anche nel mondo islamico ci sono state alcune voci fuori dal coro nella generale reazione di violenze e proteste per le discusse caricature su Maometto.
MAROCCO
A Rabat, il direttore e un giornalista di Annahar al Maghribia, l’unico quotidiano marocchino ad aver pubblicato una delle vignette su Maometto sono stati messi sotto inchiesta. Sabato la procura marocchina ha aperto un’inchiesta contro il giornale, che giovedì in una pagina interna e in piccolo formato aveva pubblicato la vignetta di Maometto con un turbante a forma di bomba e la scritta: «Uno degli schizzi lesivi del Profeta pubblicato da un giornale danese». In Marocco è stata vietata la vendita dei quotidiani europei che hanno pubblicato le caricature di Maometto.
GIORDANIA
Ad Amman sono stati arrestati, rilasciati e poi di nuovo arrestati ieri gli ex direttori dei due settimanali Shiane e Al-Mehwar che avevano pubblicato alcune delle vignette contestate. Jihad Momani e Hisham Khalidi erano stati arrestati sabato e rilasciati domenica su cauzione. Contro di loro è stato avviato un procedimento penale per aver recato offesa pubblica al profeta, reato punibile con tre anni di reclusione. Momani, direttore di Shiahne, è ricoverato in ospedale per un malore.
SUDAN
A Khartoum la tv Wilaiat Khartoum ha mostrato, durante uno speciale sulle vignette, le immagini di alcuni dei disegni contestati. L’immediata protesta dei telespettatori del programma (visto da 4 milioni di persone) e degli ulema religiosi ospiti in studio, ha costretto la direzione del canale a ritirare le vignette prima della fine dello speciale.
MALAYSIA
A Kuala Lumpur il direttore del giornale malaysiano Sarawak Tribune, nell’est del Borneo, ha deciso di pubblicare sabato alcune delle vignette per «illustrare» la storia della vicenda. Ieri il direttore del giornale si è dimesso «di sua iniziativa e ha chiesto scusa per ciò che ha fatto», ha detto il direttore esecutivo del giornale.