Anche nella capitale spuntano fiori sui marciapiedi: arrivano i «guerrilla gardeners»

Entrano in azione a notte fonda, armati di vanga e annaffiatoio. Piantano alberi, fiori. Viole, cipressi, edera e girasoli. Sono giardinieri abusivi, altrimenti conosciuti come «guerrilla gardeners»: inseminano le crepe dei marciapiedi, fanno fiorire gli spartitraffico, addobbano un cavalcavia con un bel rampicante. Colorano di verde la città e non soltanto per ragioni estetiche. Angelo Ventura coltiva il suo esercito in balcone. Cipressi, sostanzialmente. Quando questi saranno grandi abbastanza (dovranno essere alti all’incirca un metro) li condurrà nel mondo reale, per strada. Sul muro Torto, forse, in quello spazio di terra brullo che separa le due corsie. «Le piante sottraggono anidride carbonica ripulendo l'aria dalle polveri sottili e combattono l’effetto (...)
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