Anche il Paese elvetico si schiera in difesa dello scalo. Nel 2005 sono stati 250mila gli svizzeri che sono partiti dalla Lombardia. Nel 2006 saranno 300mila «Malpensa non si tocca. O voleremo da Zurigo» Il Consigliere di Stato del Canton Ticino: «Sceg

Nel 2016 sarà pronta anche la galleria del Gottardo che consentirà ai treni di collegare i due Paesi in due ore e 40 minuti

Sabrina Cottone

nostro inviato a Bellinzona

Entrano anche gli svizzeri del Canton Ticino nella battaglia in difesa di Malpensa. Nel 2005 sono stati duecentocinquantamila a usare l’hub lombardo, preferendolo così al loro aeroporto di Zurigo. E i dati della Sea dipingono la tendenza a un ulteriore, consistente aumento: secondo le proiezioni a fine 2006 i ticinesi che avranno scelto Malpensa saranno trecentomila, con un incremento dell’undici per cento. Tutti passeggeri, spesso business, pronti a mollare Malpensa se i voli saranno spostati a Fiumicino. A fare da portavoce delle preoccupazioni è Marco Borradori, consigliere di Stato e direttore del Dipartimento del territorio del Canton Ticino. «Noi consideriamo sempre di più Malpensa il nostro aeroporto di riferimento. Se Alitalia decidesse di spostare i voli a Fiumicino, il ticinese tornerebbe ad appoggiarsi a Zurigo» spiega Borradori.
L’attenzione del Canton Ticino non è fatta solo di parole, ma anche di azioni concrete quali strade e infrastrutture che rendono sempre più facile raggiungere l’aeroporto di Malpensa. Per questo Malpensa è stato uno dei temi di discussione nell’ambito del convegno di Bellinzona «AlpTransit 2016: verso nuovi equilibri territoriali». La Svizzera è impegnata nella costruzione della galleria ferroviaria più lunga del mondo, che sarà pronta nel 2016. Attraversando il Gottardo consentirà ai treni ad alta velocità di collegare Milano a Zurigo in due ore e quaranta. Tutte infrastrutture che, avvicinando l’Italia alla Svizzera, rendono Malpensa competitiva anche rispetto a Francoforte, l’hub più importante dell’area dopo il declassamento di Zurigo dovuto alla drammatica crisi di Swissair.
Raffaele Cattaneo, assessore regionale alle Infrastrutture, evoca proprio lo spettro svizzero per Malpensa. «Se Alitalia spostasse i voli a Fiumicino, rischierebbe di fare la fine di Swissair, che è stata costretta a chiudere e poi a riaprire fortemente ridimensionata, con una diminuzione del venti per cento dei passeggeri. Credo che se Alitalia si arrocca su Fiumicino, a Malpensa toccherebbe lo stesso destino, perché perderebbe subito un terzo dei suoi passeggeri, che la usano come punto di transito».
In questo momento, invece, Malpensa e la compagnia nazionale italiana sono competitive anche nell’area ticinese. «Malpensa è già oggi un aeroporto del bacino transfrontaliero. Lo diventerà ancora di più con le nuove opere infrastrutturali in corso, che coinvolgono il San Gottardo, la galleria del Monteceneri e, sulla direttrice del Sempione, la nuova galleria del Lötschberg» spiega Cattaneo. L’assessore non risparmia critiche a eventuali scelte romanocentriche: «Sarebbe un’ottusa scelta ideologica che mette le ragioni sindacali e politiche prima. Nessuno chiuderebbe un negozio in una via centrale di transito per riaprirlo in una stradina periferica».
Malpensa e alta velocità in direzione Nord sono, secondo la Regione, il futuro. «L’Italia concepisce l’alta velocità come una «T» che corre sulla Torino-Trieste e Milano-Napoli. Dobbiamo invece pensare anche a un collegamento con il Nord Europa e lo sviluppo che gli Svizzeri stanno dando al Gottardo indica la Soluzione. La Svizzera, che non fa parte dell’Ue, con questa opera dimostra di essere sensibile allo sviluppo dell’Europa».