Anche il partito delle sette cerca gloria nel voto francese

Con i sondaggi unanimi sul trionfo del centrodestra, fanno notizia i candidati dei Templari e del Reverendo Moon

da Parigi

Oggi i francesi vanno alle urne per il primo turno delle elezioni legislative (la posta in gioco sono i 577 seggi dell’Assemblea nazionale), ma la vigilia del voto non è stata tranquilla: il deputato Georges Fenech - vicino al presidente Nicolas Sarkozy - ha detto che uno dei partiti in competizione è una creatura artificiale, destinata a coprire il dinamismo di sette più o meno segrete. Nel mirino di Fenech c’è una formazione politica denominata “La France en action”, che non ha la minima speranza d’entrare in Parlamento, ma che ha presentato propri candidati in molte circoscrizioni. Le ragioni potrebbero essere due: pubblicizzare il presunto “partito delle sette” e soprattutto fargli guadagnare un discreto gruzzolo in modo assolutamente legale. La legge francese sul finanziamento dei partiti stabilisce che questi ultimi riceveranno per tutta la durata della legislatura un gruzzolo annuo corrispondente a 1,66 euro per ogni voto ottenuto alle legislative. Di qui la presenza di formazioni politiche improbabili e sconosciute alla consultazione di oggi.
A proposito di “La France en action”, il deputato Georges Fenech, che nella scorsa legislatura ha presieduto la commissione d’inchiesta parlamentare sulle sette e sulla loro influenza sugli adolescenti, afferma: «Tra i 475 candidati che questa formazione politica ha presentato alle legislative ci sono persone notissime per la loro militanza a favore delle sette; alcune di quelle persone sono direttamente legate a organizzazioni come l’Ordine del Tempio solare, la Scientologia, il movimento realiano, Moon e Khrisna». La Missione interministeriale di vigilanza e di lotta contro le derive settarie ammette che «i nomi di circa il 10 per cento dei candidati del partito in questione ci mettono effettivamente la pulce nell’orecchio». I membri del partito “La France en action” sono irritatissimi per le affermazioni del deputato Fenech e il loro leader Jean-Marc Governatori si dice «scandalizzato» per quelle che considera calunnie.
Resta il fatto che oggi entra nel suo ultimo atto la lunga stagione elettorale transalpina. Dopo aver scelto il presidente della Repubblica nella persona di Nicolas Sarkozy - leader del partito di centrodestra Union pour un Mouvement populaire (Ump) - un corpo elettorale di quasi 45 milioni di persone è chiamato nel giro di due domeniche consecutive a dare un volto all’Assemblea nazionale, ossia al solo ramo del Parlamento eletto a suffragio universale diretto. Stavolta l’emozione è scarsa perché il risultato pare scontato: 1) calo dell’affluenza ai seggi rispetto alle elezioni presidenziali di aprile e maggio; 2) vittoria in percentuale del blocco di centrodestra alle elezioni di oggi (con anche un numero significativo di candidati eletti fin dal primo turno); 3) schiacciante vittoria del centrodestra domenica prossima in termini di seggi (gli amici del nuovo presidente della Repubblica Nicolas Sarkozy avranno la maggioranza assoluta e probabilmente quella dei due terzi in seno alla prossima Assemblea nazionale).