Anche il Pd attacca il Papa: «Ci è costato troppo»

La vista del Papa. Sempre lei a cercare di dare qualche spunto politico (e polemico) ai partiti dell’Arcobaleno che, nelle scorse settimane, non hanno trovato altre cartucce da sparare che non fossero quelle sui costi sostenuti dall’amministrazione comunale per la manutenzione straordinaria in vista della visita pontificia. Si è discusso ieri pomeriggio nel municipio III Bassa Valbisagno un ordine del giorno presentato dai gruppi Comunisti Italiani, Verdi e Rifondazione Comunista che chiedono il conto alla Chiesa cattolica.
Il fatto politico di rilievo è che anche una parte dei consiglieri del Partito Democratico ha scelto di schierarsi al fianco dei colleghi di maggioranza ed avvallare il documento. A far passare la mozione ci ha pensato poi una poco attenta mossa dei cinque consiglieri di Forza Italia che, per protesta nei confronti del documento, hanno lasciato l’aula al momento del voto. Non partecipando alla votazione hanno permesso alla maggioranza di far passare l’ordine del giorno nonostante i quattro voti di astensione degli ex margheriti oggi democratici. «Un documento che ha del farneticante- attacca Bruno Ferraccioli della Lega Nord- che contesta alla Chiesa il fatto di raccogliere dallo Stato italiano 1 milione di euro dall’otto per mille. Qualcuno dovrebbe spiegare a questi consiglieri che l’otto per mille è una scelta volontaria». La mozione degli antipapisti, dopo un lungo elenco riferito agli sgravi e agli introiti di cui può godere la chiesa cattolica, fa riferimento ai tagli per i servizi sociali, la cultura e lo spettacolo fatti dal Comune con l’ultimo bilancio e contrapposti alle spese straordinarie per 900 mila euro sostenute per la visita di Benedetto XVI. La richiesta è quella di impegnare il sindaco e la giunta a chiedere che sia la Chiesa cattolica a sostenere tutti questi costi. Come dire: il Papa è cosa vostra, pagatevelo voi.
Il concetto della laicità dello Stato su tutto, è quello che emerge dal documento contestato dai gruppi dell’opposizione ma che non trova sponde neanche negli amministratori degli stessi partiti nella giunta comunale. Visto che quei provvedimenti sono stati presi proprio dalla giunta Vincenzi di cui fanno parte esponenti di Verdi, Rifondazione e, appunto, Comunisti Italiani: «Quel documento fa riferimento solamente all’espressione di un circolo del partito sul territorio- spiega l’assessore dei Comunisti Italiani Carlo Senesi-. La posizione ufficiale del Pdci è differente: è giusto che il Comune si accolli delle spese che erano obiettivamente necessarie per ospitare una personalità così importante, allo stesso modo credo che fosse giusto che, su una parte di queste, intervenisse lo Stato italiano o la Città del Vaticano». Ma a pochi è potuto sfuggire quanto gli attivisti dei Comunisti italiani si siano lamentati della visita di Benedetto XVI con diversi volantinaggi su tutto il territorio, «siamo un partito democratico e ogni sezione può muoversi anche su posizioni differenti a quella della federazione centrale», liquida l’argomento Senesi.
Se da parte delle forze della sinistra estrema ci si poteva aspettare un comportamento del genere, così non è per quello che riguarda il Pd che mai aveva dato segni di insofferenza nei confronti della visita. Invece il gruppo degli ex ulivisti si è presentato spaccato con la maggior parte dei voti a favore della mozione della sinistra e quattro astensioni, segno di un ordine del giorno che una parte del Pd non ha digerito. «Mi chiedo come dopo il successo ottenuto, ci possa essere ancora qualcuno che si lamenta per quella giornata che ha dato lustro e immagine a Genova nel mondo intero. Non come quella che sta portando all’esterno il nostro sindaco», commenta Bruno Ferraccioli.