Anche Peugeot Citroën dà una sforbiciata: 11mila andranno a casa

Auto francese nella bufera nonostante il maxi prestito di 6 miliardi concesso dall’Eliseo a Renault e Psa Peugeot Citroën, che ha scatenato le proteste di mezza Europa, in primis quelle della Germania attraverso il cancelliere Angela Merkel («dobbiamo fare attenzione alle misure che adottiamo»).
Ai 20mila tagli che Carlos Ghosn, presidente dell’ex Régie, dovrà fare tra i dipendenti dell’alleata Nissan, con le inevitabili ripercussioni sull’intero gruppo, si aggiungono gli 11mila esuberi annunciati ieri dal numero uno di Psa, Christian Streiff. Da parte sua il governo di Parigi ha replicato agli appelli contro il protezionismo, precisando che quella messa in atto «è la protezione della nostra industria e dei nostri posti di lavoro», come osservato dal ministro agli Affari europei, Bruno Le Maire. «Se il mercato avesse lavorato bene come avrebbe dovuto - ha aggiunto il ministro - avrebbe fornito la liquidità necessaria a Renault e Psa». Dichiarazioni sulla stessa linea d’onda di quelle rese da Streiff, che nei giorni scorsi se l’era presa con il sistema bancario colpevole di «non fare il suo lavoro». In questo clima teso, il presidente del gruppo Peugeot Citroën ha illustrato i dati del 2008 (perdita netta di 343 milioni, in forte peggioramento rispetto al precedente utile netto di 885 milioni, mentre i ricavi si attestano a 58,676 miliardi, in calo del 7,4%) e ha azzardato le prime stime sul 2009 (crollo delle vendite del 20%). «Le prospettive sono nere - ha commentato la direttrice finanziaria Isabel Marey-Samper - e saremo costretti a ridurre la produzione tra il 20 e il 30%». Psa intende tornare all’utile «durante il 2010», mentre l’anno in corso resterà in rosso con un «primo semestre particolarmente difficile». Gli 11mila tagli previsti riguarderanno uscite volontarie nei vari impianti europei. La riduzione degli addetti - è stato sottolineato durante la conferenza stampa dei vertici di Psa - non è in contraddizione con le clausole previste dal prestito di 3 miliardi, trattandosi di mobilità concordata. «A questo punto, la nostra priorità - ha detto il presidente Streiff - è di concentrare l’impegno per ridurre gli stock e i costi». I bisogni di finanziamento dovrebbero collocarsi quest’anno a circa 4 miliardi e saranno interamente coperti grazie soprattutto agli aiuti previsti dallo Stato. Saranno mantenuti anche i lanci dei veicoli previsti e gli investimenti per ricerca e sviluppo, pari a circa 3,5 miliardi.
Sul fronte delle alleanze, in passato punto di forza del gruppo, Psa intende rafforzare gli accordi che già includono Fiat, Bmw e Mitsubishi, allargandoli ad altri settori. Nessun commento, invece, sulle voci di un possibile «matrimonio» tra le famiglie Peugeot e Agnelli. A Parigi il titolo Psa ha perso il 3,2 per cento.