Anche Di Pietro scarica l’ex leader di An: «Non prenderà voti se si allea con il Pd»

RomaAntonio Di Pietro vuole andare alle urne e pure di corsa. Ma sicuramente non vuole andarci a braccetto con Gianfranco Fini o, peggio ancora, con Pier Ferdinando Casini. Il leader dell’Italia dei Valori ribadisce ancora una volta che l’ipotesi di un’alleanza allargata al solo scopo di buttare giù Silvio Berlusconi non è praticabile. «Una coalizione non può contenere capre e cavoli, anche perché le capre comunque non ci starebbero», replica Di Pietro a chi nel Partito Democratico sarebbe disposto pure ad un patto col diavolo per spodestare l’attuale governo in un’intervista pubblicata sul settimanale gli Altri.
Non specifica chi sarebbe la capra e chi il cavolo ma il riferimento è a quella che sarebbe davvero una strana coppia: ex missini con ex comunisti. «Correre appresso a Fini è inutile. Non potrà mai formare una coalizione con il Pd: non lo voterebbe nemmeno sua madre», dice Di Pietro, che afferma una cosa ovvia ma a questo punto forse non più scontata visto che le scelte di Fini hanno gettato lo scompiglio nel quadro politico.
Una certezza su Fini però Di Pietro ce l’ha. Il presidente della Camera ha gestito male la vicenda della casa di Montecarlo. «Se ti chiedono spiegazioni su qualcosa devi darle in 24 ore, meglio ancora in 24 minuti. - osserva il leader Idv - Se Fini avesse spiegato subito che cosa era successo ci sarebbe stata una scivolata di stile nei rapporti col cognato ma sul piano penale niente. È stato consigliato male e si è difeso male, soprattutto nello scendere sul piano del dossieraggio».
Per Di Pietro sarebbe inutile pure allearsi con l’Udc che «ha un programma opposto al nostro su punti determinanti come la giustizia, il nucleare e la privatizzazione dell’acqua». Insomma vuole le elezioni e le vuole «al più presto», possibilmente con una nuova legge elettorale, ma il leader Idv non crede che un governo tecnico riuscirebbe a varare un nuova legge e a garantire il pluralismo. Meglio quindi andare subito alle urne ma con una coalizione «creata per governare» e non soltanto allo scopo di sconfiggere Berlusconi. E una coalizione che mettesse insieme Fini e D’Alema, ovviamente, non soltanto non sarebbe credibile agli occhi degli elettori ma non sarebbe neppure in grado di elaborare un programma di governo.
Con Fini e Casini nessuna chance di sconfiggere il centrodestra. Ma allora secondo Di Pietro chi sarebbe in grado di mettere in difficoltà l’attuale premier? Il leader Idv mostra di non credere neppure nell’enfant (un po’agè per la verità) prodige della sinistra, Nichi Vendola perché incarna «un’area di sinistra che nel paese è minoritaria: ma dove stanno i comunisti oggi in giro per l’Italia?».
Infine spiega pure perché non potrebbe candidarsi lui. «Non potrei rappresentare l’unità della nazione perché per quindici anni ho fatto il centravanti di sfondamento, sono stato la punta dell’opposizione al berlusconismo - dice - Il mio non sarebbe un nome sul quale la maggioranza della popolazione può trovare un accordo».