Anche Di Pietro si è accorto del ricatto ambientalista

Inaugurando la quarta corsia dell’autostrada Bergamo-Milano, il ministro delle Infrastrutture Di Pietro ha rilasciato la seguente dichiarazione: «C’è una parte della mia coalizione che dietro una parvenza di tutela ambientale nasconde ostracismo per realizzare le opere; impedire la realizzazione delle infrastrutture - ha ribadito Di Pietro - è lavorare contro il Paese mentre oggi bisogna lavorare per il Paese dotandolo di infrastrutture in linea con gli altri Paesi europei».
Immediatamente l’onorevole Bonelli, capogruppo dei Verdi alla Camera, ha replicato: «Di Pietro parla come Lunardi, i suoi sono attacchi inaccettabili». In particolare, precisa Bonelli «Di Pietro mostra una preoccupante chiusura culturale e un’assenza di sensibilità sui temi ambientali».
Basterebbe lasciare al lettore le conclusioni su un simile rapporto all’interno della attuale maggioranza; veramente ogni commento è inutile perché le dichiarazioni del ministro Di Pietro altro non sono che una chiara constatazione del ricatto giornaliero che una minoranza produce all’interno della compagine di governo, un ricatto mirato a «non fare» e, la cosa più grave, è la sudditanza di tutte le altre forze politiche della coalizione nei confronti, ripeto, di una minoranza partitica per paura di una crisi di governo. Per paura, cioè, di perdere l’attuale potere. Quando pochi mesi fa mi chiesero un giudizio sull’operato del ministro Di Pietro, ebbi modo di ricordare che senza dubbio le intenzioni del ministro erano quelle di dare continuità al programma di opere definito e portato concretamente avanti nella passata legislatura; questa volontà emergeva chiaramente sia dall’atteggiamento tenuto nella conferma del Mose di Venezia, sia dall’elenco delle opere prioritarie, un elenco che, escluso il ponte sullo Stretto e poche altre opere, contiene tutti gli interventi presenti nel Piano Decennale delle Infrastrutture Strategiche approvato nella passata Legislatura. Tuttavia, precisai, che alcuni partiti della coalizione, tra cui proprio i Verdi, non avrebbero consentito al ministro Di Pietro di portare avanti quel processo di infrastrutturazione organica del Paese concepito e avviato dal passato governo.
Ritengo però opportuno che i cittadini di questo Paese si soffermino un attimo su quel passaggio della dichiarazione di Di Pietro, quella in cui ribadisce che «impedire la realizzazione delle infrastrutture è lavorare contro il Paese mentre oggi bisogna lavorare per il Paese dotandolo di infrastrutture in linea con gli altri Paesi europei». Questo convincimento mette chiaramente in evidenza che all’interno della attuale compagine di governo, all’interno della attuale maggioranza, c’è un virus che giorno dopo giorno persegue un obiettivo distruttivo, persegue cioè il blocco della crescita del Paese, persegue la marginalizzazione del nostro assetto geoeconomico.
Di Pietro ha detto, in realtà, quanto da mesi la Casa delle Libertà va ripetendo: Di Pietro ha praticamente confermato questo assurdo ed inconcepibile patto di potere che produce solo un danno irreversibile per la crescita e lo sviluppo del Paese.
*Senatore di Forza Italia