Anche Pisapia (da sindaco) boccia lo strapotere dei giudici

Torna a farsi vivo lo spirito garantista dell’avvocato. Ma a palazzo subisce veti anche da Sel. Incontro con Tremonti

L’invasione di campo della magistratura non fa bene alla politica. E nemmeno a chi deve amministrare. Un problema che «c’è ed è serio». Perché «l’idea di risolvere i problemi della politica col ricorso al dispositivo penale è una scelta profondamente sbagliata». A dirlo il sindaco, e avvocato, Giuliano Pisapia in un’intervista al settimanale Tempi in edicola giovedì. Per Pisapia il vero guaio è che nelle questioni inerenti all’amministrazione quotidiana di una città si rimane spesso «alla mercé - ogni volta che c’è un appalto, un lavoro urgente, un problema che richieda decisioni immediate - di un ricorso, fondato o infondato che blocca tutto». Il rimedio? «Bisogna trovare altri strumenti - spiega il sindaco -. Se uno ha “barato” pagherà i danni, ma non si può sempre e comunque fermare tutto». Non ci sono dubbi: «L’errore fondamentale è pensare di dare risposte giudiziarie a problemi che possono nascere non da volontà di compiere un reato, ma da valutazioni sbagliate nate in condizioni magari obiettivamente complesse, equivoci, incomprensioni. Lo dice uno che non è e non si sente un politico. Gli errori politici si pagano con la perdita del consenso nella società».
Così Pisapia che ieri ha incontrato nella sede milanese del ministero Giulio Tremonti. Un incontro «di cortesia, fissato da tempo», ma durante il quale si è parlato di A2a, in occasione del consiglio di gestione e della ripresa delle trattative con Edf per il riassetto di Edison. Ma non di Expo. Tema affrontato invece da Sinistra ecologia e libertà che a Pisapia, in cambio di un voto favorevole, ora pongono condizioni pesanti. E si presenteranno in aula con un ordine del giorno per modificare l’accordo di programma stretto da Pisapia con le altre istituzioni e già ratificato dalla giunta. In testa alla lista, l’impegno a escludere nell’area di Expo l’edilizia libera e favorire attività e funzioni di prevalente interesse pubblico una volta terminato l’evento. «Il voto - annuncia il coordinatore di Sel Daniele Farina - è ancorato al fatto che vengano recepite alcune indicazioni». Una scelta, quella di non costruire, che non consentirebbe di mantenere in equilibrio i bilanci della manifestazione. Ma per Sel i terreni devono essere destinati a un polo per la ricerca, al centro per la comunicazione, a quello sanitario in sinergia con la futura Città della Salute e magari all’Ortomercato. Gli interventi di edilizia residenziale invece dovrebbero escludere l’edilizia libera a favore di quella convenzionata e agevolata.