Anche Pizarro dice no La Roma di Spalletti è sempre ferma al palo

Pizarro dice no, la Roma resta al palo. Sarà anche vero, come ha detto ieri Luciano Spalletti, che il centrocampista cileno «non sa cosa si perde». Ma di certo il no dell’interista, il cui arrivo in giallorosso sembrava cosa fatta, è l’ennesimo smacco al mercato della Roma. Che continua a non rafforzarsi nell’anno in cui retrocessioni e penalizzazioni le schiuderebbero le porte dell’alta classifica. E cresce il malumore della piazza: i tifosi aspettano un nome di grido dopo i poco entusiasmanti affari conclusi finora (Cassetti, Tonetto, Faty oltre ai ritorni di Mido, Ferrari e Virga) per far decollare la campagna abbonamenti. E il tam tam delle radio non risparmia critiche alla dirigenza giallorossa, accusata di immobilismo. Sono pochi quelli che concordano con mister Spalletti: «Pizarro? Se non vuole venire hanno fatto bene a non prenderlo». E tra una settimana il primo obiettivo stagionale, la Supercoppa italiana contro la super-rafforzata Inter di Crespo, Ibrahimovic e Grosso, appare già in salita.
Chi affetta sicurezza è Daniele Pradè, ds giallorosso, secondo cui «arrivati quasi al 20 agosto, sappiamo benissimo cosa fare e come muoverci. Abbiamo una rosa di nomi, dobbiamo solo scegliere senza sbagliare e sapendo che la nostra squadra è già competitiva». «Il mister vuole un calciatore con qualità di esterno offensivo - dice Pradè - sarà lui a decidere quale sarà la sua priorità e la Roma cercherà di accontentarlo in base alle possibilità economiche». Anche se poi lui stesso ammette: «Non siamo all’altezza delle milanesi ma faremo di tutto per migliorarci». Qualcuno ha smesso di crederci.