Anche il poeta di Bogliasco decantava i piatti di Ognio

Caro Lussana,
leggendo il bel pezzo di Daniele Roncagliolo sulla trattoria «Del Pippo da Ugo» di Ognio, mi sono ricordato di un personaggio che spesso mi parlava di questo locale, al quale dedicò anche una sua poesia: Piero Bozzo, poeta bogliaschino, autore tra l’altro della celebre «Ave Maria Zeneize» che tutti ormai cantano, senza purtroppo ricordare, né lui che scrisse le parole, né il maestro Dodero che musicò i versi. Bozzo, scomparso nel 1992, andava volentieri alla trattoria di Ognio, anche per quell’ambiente un po’ barocco, che allora vi si respirava. Non c’erano ancora i mezzi militari del figlio Pippo, ma Bozzo, che era anche pittore, era felice di poter pranzare in una veranda col soffitto decorato con le quattro stagioni da G.B. Semino, che lui stesso conosceva. Oppure nel salone ingentilito dagli stucchi di Corinzio Maggi, il cui padre aveva decorato il campanile della chiesa di Bogliasco. E ad Ugo dedicò una poesia, intitolata appunto «Da-o Ugo a Êugnio» dove, tra l’altro, diceva:
Raviêu negaê in to broddo,
magnifiche frittûe,
arrosti e scaloppinn-e
de carni ben çernûe!