Anche il presidente Ciampi con la maglietta «TotiTeam»

L’ammiraglio Biraghi ha lasciato il capo dello Stato alla Maddalena per seguire l’«approdo». «La gente? È stata la vera sorpresa»

Il sindaco marinaio e l’ammiraglio milanese. La strana coppia a cavallo del sommergibile sbuca puntualissima alle 6,05 da via Olona. A far gli onori di casa Michele Perini, il presidente del museo della Scienza e della tecnologia che dell’ultima navigazione non si è perso nemmeno un minuto. Per placare un languorino a notte già fonda, due fette di formaggio tagliate di fretta in via Anfossi in mezzo alla gente impazzita di Toti. «Come un buon marinaio - sorride Gabriele Albertini - ho fatto il mio turno di guardia: fino alle 23, poi un po’ di riposo in branda e alle 4,30 di nuovo in servizio. In questi momenti ci si sente uomini che sognano di giorno, piuttosto che di notte».
Un sogno diurno che diventerà presto film. Le immagini difficili da dimenticare per 150mila persone saranno montate in un lungometraggio prodotto direttamente dal museo. L’enorme sigaro, racconta Albertini, che manovra mentre la gente non ne vuol sapere di far spazio. «È sgusciato tra pali e palazzi con una precisione geometrica. Fantastico».
«Un pezzo della Marina che entra nel cuore di Milano», le parole di Sergio Biraghi, l’ammiraglio capo di stato maggiore che non si vergogna di ammettere, insieme all’entusiasmo, anche un po’ di commozione. Per esserci ha lasciato l’incanto della Maddalena e Carlo Azeglio Ciampi, illustre ospite dell’ammiragliato nel magico isolotto di Sardegna. Ma con sé ha portato la foto che lo ritrae insiema al presidente della Repubblica che esibisce la maglietta ufficiale del TotiTeam, il gadget dell’impresa già diventato un cult. «Questo battello che gironzolava per Milano - aggiunge Biraghi - ha unito i primi 18 anni milanesi della mia vita e gli altri 44. Ora questa città è un po’ più vicina al mare. E questo, ve lo assicuro, fa benissimo. La gente? Siamo assolutamente sorpresi. Avevamo scelto Ferragosto e la notte per non dare disagio. E, invece, visto che confusione abbiamo creato?».
Il Toti fa l’ultima manovra e posteggia a pochi passi dal Conte Biancamano. «Novanta e rotti chilometri senza incidenti - sospira Perini -. E ora, finalmente, il sommergibile è arrivato al suo posto in un bagno di folla. Un altro segno del voler fare». Ma il pensiero va già ai prossimi impegni. «Ora - spiega il presidente - bisogna renderlo un vero oggetto museale. Poi l’interattività, il collegamento agli altri musei. Ma lo lasceremo intatto, la strumentazione, i letti e perfino gli armadietti con ancora le foto delle ragazze nude. Milano è una città d’acqua e dimostreremo che il valore della cultura del mare si può diffondere anche da qui». Tante le cose ancora da fare. Come il nuovo ingresso del museo. «Uno stabile trasparente - racconta Perini - da cui i visitatori potranno vedere il Toti. Vicino alla fermata della metropolitana, così i ragazzi delle scuole dovranno fare solo pochi metri. Più sicuro per loro e più aperto alla città. Magari anche la sera, con bar, bookshop, biblioteca».
«Miracolo? I miracoli li fa il Padreterno - assicura Fiorenzo Galli, direttore del museo -. Questo è il valore del lavoro di tanti uomini e donne che hanno lavorato tanto. Molti protagonisti, ma soprattutto tanti potenziali diritti di veto che nessuno ha esercitato». C’è anche lui e sgrana gli occhi Elio Fiorucci: «Il Toti ha colpito il cuore di tutti».