Anche la procura di Palermo a caccia di escort

Dopo Milano, ecco la procura siciliana: si cerca una cubista che avrebbe
partecipato a festini fra Arcore e Villa Certosa. Magistrati imbeccati
da una ex assistente parlamentare arrestata due volte per traffico di
droga. <strong><a href="/interni/ilda_interroga_anche_ognissanti_sprint_incastrare_premier/02-11-2010/articolo-id=484264-page=0-comments=1">La Boccassini interroga anche a Ognissanti: lo sprint per incastrare il premier
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Milano - Anche la Procura di Palermo va caccia di escort. Escort, cubiste, ballerine che avrebbero naturalmente allietato le serata a Villa Certosa e non solo lì e avrebbero partecipato a feste e festini con personaggi dell’entourage berlusconiano. I magistrati palermitani smentiscono, o meglio, non confermano, ma la questione non è un problema: anche il capo dei pm milanesi Edmondo Bruti Liberati in prima battuta provò a negare il caso Ruby. Solo pochi giorni dopo l’affaire Ruby è puntualmente esploso. A Palermo, dove si sa è tutto più complicato, la storia è più arzigogolata ma la protagonista è comunque una cubista proprio come la giovane marocchina. Solo che la donna in questione è maggiorenne, anzi ventottennne, per quel che si sa, e al momento non ha neppure un nome. Gli investigatori siciliani non l’avrebbero ancora individuata, ma sanno già molto di lei. Perché a raccontane le prodezze è una sorta di mezza pentita, o se si preferisce la dietrologia siciliana, di ventriloqua: Perla Genovesi, ex assistente del parlamentare Pdl Enrico Pianetta, a sua volta arrestata perché coinvolta in un traffico di droga.

Dunque la Genovesi finisce nei guai e perde il posto: si scopre che per amore del fidanzato si è infilata in un traffico di cocaina purissima. Ma si copre anche dell’altro, come spesso capita in queste inchieste matrioska; ai magistrati racconta dell’amica ventottenne, la escort, che aveva un cruccio: un figlio di pochi anni e una battaglia in corso per non perderlo. Come fare? Perla Genovesi si muove nel mondo della politica e ha, così spiega ai pm, un’idea: nel 2006 presenta la ragazza a Renato Brunetta, oggi ministro della Funzione pubblica. Il seguito non è chiaro, ma possiamo intuirlo a grandi linee: la cubista dopo aver conosciuto Brunetta incontra altri politici, qualcuno di questi la porta forse ad Arcore, o a Villa Certosa, comunque la fa entrare in quello che lei chiama il «giro delle feste del presidente». Il seguito è tutto da scrivere, anche perché la donna non è stata ancora rintracciata e dunque mancano i più elementari riscontri ai racconti della Genovesi. Ma in sostanza si può dire che la escort avrebbe partecipato ad alcuni incontri con politici a base di sesso e stupefacenti. Chi siano questi partner dei festini a luci rosse non è dato sapere.

L’indagine è ancora sottotraccia e per ora l’unico nome che viene fuori è quello di Brunetta. Che però, con questa storia c’entra poco o nulla. È lui stesso a spiegare al Giornale quell’episodio: «Credo fosse quattro anni fa. Ero ad un convegno e mi ricordo che la Genovesi, allora assistente del senatore di Forza Italia Pianetta, mi presentò un’amica in lacrime che era di fianco a lei. Questa ragazza piangeva a dirotto perché le avevano portato via o stavano per portarle via il figlio, un bambino piccolo. Che potevo fare? Telefonai a due o tre avvocati, ne rintracciai uno, e poi diedi a questa giovane, di cui non ricordo nemmeno il nome, il numero di studio del legale. Punto. Non l’ho mai più vista. Sono sconcertato da quel che emerge ora».

Insomma, se si deve cercare si deve guardare altrove. Certo, la Genovesi e la sua amica si parlano, si scambiano confidenze, la prima, collaboratrice di Pianetta - a quanto si può capire del tutto estraneo a questa vicenda - introduce la seconda negli ambienti del palazzo, poi la seconda racconta alla prima le sue piccanti esperienze. Potrebbe finire lì, ma la Genovesi non si fa mancare nulla: si è legata a Paolo Messina, un impiegato siciliano conosciuto in discoteca che importa cocaina purissima trattando direttamente con i capi dei cartelli colombiani e peruviani. Messina trascina la donna in una storia più grande di lei: per amore la Genovesi si trasforma in corriere della cocaina. Poi, nel gennaio 2007 la coppia viene bloccata dai carabinieri. Lei è incinta e limita i danni con un passaggio agli arresti domiciliari; ma a quanto pare non scioglie il nodo di quel rapporto pericoloso e nello scorso mese di luglio viene fermata per la seconda volta, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Palermo. È l’operazione Bogotà.

Nelle scorse settimane l’ex assistente parlamentare dalla doppia vita comincia a collaborare con gli inquirenti: racconta dei festini cui ha partecipato direttamente, fra il Trapanese e l’Emilia, arriva confusamente a definirsi «un’informatrice, un’infiltrata fra i politici» e nella sua fluviale narrazione si ricorda anche dell’amica. Così i pm Marcello Viola e Calogero Ferrara aprono un secondo filone, parallelo al primo e tutto da verificare. Ma questa volta fra le location citate, de relato almeno per ora, ci sarebbe Villa Certosa. Insomma, un’altra tempesta è in arrivo sul Cavaliere.