Anche a Roma spuntano scritte contro i poliziotti

All cops are bastards. Sulla falsa riga del manifesto dei movimenti dell’ultradestra vicini alle tifoserie inglesi degli anni ’80, è comparsa anche a Roma, ieri, all’Eur, la funesta sigla degli Acab, l’acronimo. «Catania: Giuliani è stato rivendicato», firmano gli «Acab» capitolini su un muro all’altezza di viale America, nel quartiere mussoliniano, nei pressi di un istituto bancario. Scritte simili erano già apparse a Livorno a poche ore dal match Catania-Palermo, una su tutte «2-2-2007 vendetta per Carlo Giuliani», ancora una volta in riferimento alla morte del no-global durante la guerriglia del G8 di Genova. Ad accorgersene ieri mattina intorno alle 10 proprio una pattuglia di polizia richiamata da alcuni passanti. Scritte infami, di solidarietà agli assassini dell’ispettore Filippo Raciti colpito da una molotov negli scontri di venerdì all’ombra dell’Etna, per alcuni nient’altro che uno «sbirro» da annientare, bersaglio unico nell’insensata lotta tra opposte fazioni. «Ebrei ai forni», «Ebrei a morte», «Olocausto bugia del terzo Millennio», «Mastella è boia». Queste le scritte, invece, scoperte e denunciate sempre ieri da un sacerdote in via Domenico Fontana, all’altezza del Santuario della Scala Santa vicino alla basilica di san Giovanni in Laterano. Digos e carabinieri sono al lavoro per stanare i writers. Alcuni hanno colpito imbrattando anche i muri di Monteverde («Assalto alle volanti, morte agli sbirri»). In particolare, si cercheranno nelle sequenze filmate dalle telecamere della banca dell’Eur frammenti che abbiano catturato i volti degli «incursori».