Anche Rutelli va in crociera con la guardia di finanza

Dopo il caso Visco anche il vicepremier e la moglie hanno usato una motovedetta della gdf per un sopralluogo sui litorali campani. Lo staff conferma la presenza del leader il 13 luglio sulla costiera amalfitana

Roma - Attenzione, attenzione, vedi alla voce Casta. Urge prendere atto della rettifica ministeriale. Il ministro Francesco Rutelli non era in gita a Napoli e Ischia in elicottero, bensì in piroscafo. Detrattori e perditempo, calunniatori, sciacalli e gossippàri che si ostineranno a scrivere simili bassezze, diffuse e rilanciate da alcuni organi di stampa di scarsa credibilità, saranno prontamente querelati. E attenzione anche ai lettori de Il Giornale: questo non è uno sketch di Avanzi, o il parto della fantasia del vostro cronista, ma la trascrizione più o meno letterale dei sussiegosi comunicati diramati ieri dall’ufficio stampa del ministro dei Beni culturali. E che noi, per la gioia del lettore riprodurremo in integrale, come reperti di una «letteratura della rettifica» che il libro della premiata ditta Stella & Rizzo ha creato e incoraggiato tra gli artisti istituzionali: non più comunicazione di servizio, ma un vero e proprio genere letterario.

Ovviamente, per godersi la vicenda, e la poesia dei testi, occorre un riassunto delle puntate precedenti. La storia, in breve, è questa: prima sul sito di La Repubblica, poi più corposamente sul Quotidiano Nazionale di due giorni fa, affiorano diverse indiscrezioni su alcune delle missioni di servizio del nostro ministro dei Beni culturali. Su Qn l’articolo viene ribaldamente titolato così: «Elicotteri della Finanza, spuntano anche Rutelli e la moglie sui voli sospetti». Da dove deriva l’informazione? Dalle tabelle di servizio dell’arma, che documentano con puntigliosità tragitti, percorrenze, e compagnia viaggiante degli itinerari ministeriali. Ieri, dopo l’indiscrezione arriva la smentita sdegnata degli staff rutelliani, accompagnata - nientemeno - che da un annuncio di querela. L’esordio è drastico: «Il vicepresidente del Consiglio non ha mai messo piede nella sua vita su un elicottero della Guardia di finanza». Il seguito è ancor più duro: «L’avvocato Luca Petrucci ha reso noto di aver ricevuto mandato da Francesco Rutelli di adire le vie legali chiedendo il risarcimento danni nei confronti del Quotidiano Nazionale». Però. Leggi queste righe e pensi: povero Rutelli, bisognerà solidarizzare immediatamente con lui. Poi rileggi meglio, e scopri che la smentita è drastica sul mezzo utilizzato, ma più incerta sull’itinerario effettivo e assai vaga sulla compagnia. Nel senso che Rutelli ha effettivamente perlustrato la costiera campana in compagnia della «Dottoressa Barbara Palombelli». Lo ha fatto effettivamente «il 13 luglio del 2007», e si è servito davvero della «Guardia di finanza». L’unica differenza rispetto a quanto scritto da quei cattivacci del Qn, è che si trattava di giro in barca e non in elicottero. Spiega il comunicato: «Nell’occasione Rutelli, che come ministro per i Beni e le Attività Culturali ha una precisa responsabilità istituzionale in materia di tutela del paesaggio, ha ricevuto una illustrazione delle attività della Guardia di finanza relative al controllo del territorio sulla costiera sorrentina e amalfitana, sia per quanto riguarda la prevenzione, sia per l’anticrimine». Non di bell’andare si tratta, dunque (come aveva scritto il perfido Qn), ma piuttosto di bell’illustrare.

Il fatto che dal comunicato ufficiale scompaia la Palombelli (che non ha responsabilità istituzionali, ma che secondo noi - visto che è brava, bella e tostissima - dovrebbe averne molte più del marito) è in fondo irrilevante. Ma detto questo, delle due possibilità l’una: se la vigilanza del guardacoste Rutelli era davvero un dovere istituzionale (cosa di cui noi siamo graniticamente certi), per quale motivo l’avvocato Petrucci vuole querelare il Qn? Perché ha aggiunto l’elicottero o perché ha evitato che venisse sottratta la Palombelli? In attesa che sia sciolto il dilemma, Il Giornale si candida per presenziare alla prossima «missione di vigilanza costiera» per poter partecipare e contribuire anche così alla vigilanza antricrimine e alla difesa della nazione. La colazione al sacco, nel caso, la portiamo noi.