Anche la sanità va in ferie: e Marrazzo «paga»

Dalla giunta 5,4 milioni ad asl e ospedali per tamponare i ritardi nelle prestazioni

La programmazione sanitaria per questa stagione estiva continua a rimanere al palo. In compenso, emergono tutte le magagne del comparto assistenziale: un buon 30 per cento dei posti letto viene disattivato per consentire a medici e infermieri di andare in ferie, vengono chiusi interi reparti, accorpati altri, pianificati i ricoveri in modo tale da chiudere gli ospedali nel week-end senza contare che i reparti di pronto soccorso funzionano, in qualche caso, con due infermieri e due medici a turno.
Insomma, gli accorgimenti emanati fino a oggi non hanno prodotto alcunché di migliorativo né in ambito ospedaliero tantomeno ambulatoriale. Ma ora la giunta Marrazzo ci riprova. E per cercare di tamponare i ritardi nelle prestazioni sanitarie l’esecutivo ulivista si appresterebbe a erogare 5 milioni e 400mila euro alle Asl e agli ospedali della regione. Il condizionale è d’obbligo perché, malgrado l’assessore alla Sanità, Augusto Battaglia, abbia propagandato l’intenzione, il provvedimento in sé non è stato ancora siglato. Tant’è che le liste d’attesa sono ancora lì in agguato, sempre più fuori controllo, ad attanagliare gli utenti bisognosi di cure.
Qualche esempio? A Latina per usufruire di una Tac al cranio si attendono fino a 370 giorni mentre per un ecocolordoppler se ne attendono dai 390 ai 427. Ma non è che nelle altre Asl vada meglio. Nell’Asl Roma C si aspettano pure 73 giorni per una Tac cranio, cento nella Asl Roma F e 125 nella H, 178 a Frosinone. Passando all’ecocolordoppler: 86 giorni di attesa nell’Asl Roma A, 108 nella Asl Roma B, 168 nella Asl Roma C fino a 212 nella D fino a 226 giorni di attesa nella F. Per un esame di routine come l’elettrocardiogramma si parte da un minimo - si fa per dire - di 92 giorni nella Asl Roma A fino a 286 nella Roma C e 130 a Frosinone. Per la mammografia non v’è azienda sanitaria dove le attese non sforino i 100 giorni: dai 112 della Asl Roma A ai 267 della C, e ancora 148 nella F, 119 nella H. Anche per le visite neurologiche la tiritera è la medesima in tutte le aziende sanitarie monitorate ma tra tutte le Asl la maglia nera spetta alla G con 93 giorni.
Ma con questi numeri saranno sufficienti quei 5,4 milioni di euro per far rientrare l’allarme? «Neanche per sogno», è il grido della Fials Confsal regionale che, calcolatrice alla mano, afferma: «Ridistribuendo le risorse per le 18 aziende sanitarie e ospedaliere - chiosa il segretario regionale Gianni Romano - a ciascuna spetteranno circa 250mila euro, cifra utile al massimo per comprare un ecografo. Piuttosto la giunta Marrazzo si dovrebbe rendere conto che la cosiddetta programmazione sul piano ferie andrebbe fatta già a gennaio di ogni anno quando ogni azienda si dovrebbe assumere la responsabilità di fare dei contratti a tempo determinato per medici e infermieri da impiegare da giugno a settembre, quando l’organico è ridotto». Quanto alle risorse finanziarie? «I soldi ci sono per mettere in piedi il progetto perché verrebbero impiegate quelle stesse risorse che ogni anno vanno a retribuire - precisa il sindacalista - consulenze, incarichi fiduciari e contratti a tempo ai dirigenti amministrativi». Ed ecco che arriva pure la provocazione: «Del resto lo stesso metodo viene imposto ai medici di medicina generale che quando vanno in ferie, per un mese, sono costretti a ingaggiare il sostituto e a retribuirlo di tasca propria. Gli ospedali dovrebbero essere vincolati alle stesse regole».