Anche a scuola Tursi va sotto zero Mille interventi di pronto soccorso

Un flusso di aria fredda confinata al suolo da un flusso di aria più calda in quota, accompagnato dal vento del nord e da una debole precipitazione: sono i fenomeni che, mischiati insieme, hanno dato vita al «gelicidio». Un evento metereologico che a Genova, all’altezza del mare e per una zona così estesa, non si verificava dal 1982. In sostanza sul capoluogo ligure è piovuto ghiaccio: la galaverna è stata resa più pericolosa dalle temperature rigide delle prime ore del mattino (che hanno toccato valori anche di -3 in alcune delegazioni della città), favorendo il consolidarsi dello strato di ghiaccio che ha messo ko in senso metaforico Genova ed in senso fisico molti genovesi.
Sono state un migliaio in tutto tra codice verdi, gialli e rossi le richieste di pronto soccorso negli ospedali del capoluogo per cadute dovute alle lastre di ghiaccio sulle strade. Fratture al polso, slogature alla caviglia, traumi cranici le patologie più comuni delle persone traumatizzate: «Si è trattato di una vera e propria emergenza - spiega Francesco Bermano, responsabile del 118 - che ci ha indotti a richiedere quattro ambulanze da Savona per poter prestare servizio su Genova». Per sciogliere le lastre il Comune di Genova ha distribuito 2.700 tonnellate di sale, l’equivalente a una nave da carico, con decine di mezzi spargisale per la città: «Pari a quanto sale è stato impiegato per tutta la scorsa stagione invernale - precisa l’assessore alla Protezione Civile Francesco Scidone -. Per la prossima nevicata studieremo come far andare insieme gli spalatori e i furgoni carichi di sale». L’emergenza neve di venerdì e quella per ghiaccio di ieri è costata alle case di palazzo Tursi e alle tasche dei genovesi 400mila euro tra sale e straordinari dei dipendenti a carico dell’amministrazione.
La disorganizzazione di Tursi ha toccato anche le scuole. Nella serata di lunedì non si era paventata nessuna chiusura. Poi, vedendo la situazione di difficoltà alle prime ore del mattino, c’è stato il dietrofront del sindaco: scuole chiuse, anzi aperte, ma solo per ricevere gli alunni non informati dell’ordinanza. In pratica, sospensione dell’attività didattica ma possibilità per i genitori di lasciare i figli a scuola. In diversi istituti, però, il personale ha chiuso le porte spedendo fuori scolari e alunni con forti momenti di tensione avuti con i genitori. Soddisfatto per aver lasciato le scuole aperte, invece, il sindaco di Savona Federico Berruti. Nella città della Torretta, nonostante la neve, i disagi alla viabilità sono stati limitati.
Preoccupati dall’ondata eccezionale di gelo è la Coldiretti Liguria. Nelle province di Imperia e Savona i danni sono stati di circa 130 milioni per le sole piante in vaso e fiori di campo, di altri 100 milioni per lattughe e cavoli neri.
Ma l’allerta meteo non è finita. Un messaggio di allerta 2 è stato diramato da Arpal fino alle 12 di oggi sul Levante ligure per le abbondanti piogge previste e il pericolo di esondazione dei fiumi. Sono sotto osservazione l’Entella di Chiavari e il Magra nello spezzino. Attenzione anche alle frane che potrebbero essere favorite dall’innalzamento delle temperature.