Anche il servizio idrico agita le acque tra i Ds

Lotta interna tra il «correntone» e l’ala moderata per ottenere la presidenza della super-società provinciale

Gianandrea Zagato

A spaccare la Quercia ambrosiana non sono solo le candidature per Camera, Senato e Comune. C’è anche la presidenza della super-società provinciale dell’acqua, la new.co. per il servizio idrico della Provincia di Milano.
Un gioiellino che, esclusi quelli di Milano città e della Brianza, eroga acqua ai rubinetti di 138 Comuni ovvero a più di un milione e mezzo di abitanti spalmati tra Milanese, Lodigiano e Pavese. Chiara quindi la necessità diessina di un controllo politico su Amiacqua srl, società nata ieri dalla fusione di MiAcqua spa e Aemme Acqua spa (contenitori, quest’ultime, di partecipate pubbliche del settore come Cap, Tasm, Ianomi, Amga e altre) che, nei prossimi dieci anni, ha in cantiere investimenti a nove zeri. Come dire: una super società dai rubinetti d’oro, dove la lotta intestina tra i Ds impedisce al di là degli aspetti formali la costituzione del consiglio d’amministrazione - undici le poltrone in gioco - e la nomina del nuovo presidente. Che, fino a quando il partito di Filippo Penati non si sarà schiarito le idee, resta il «facente funzioni» Alessandro Folli, presidente uscente di Aemme Acqua spa.
A contendersi la poltrona più ambita sono Roberto Colombo, presidente uscente di Ianomi (società idrica del nord Milano) e attuale vicepresidente di Aemme Acqua spa, e Tiziano Butturini, presidente di Tasm (società idrica del sud Milano) e attuale vicepresidente di MiAcqua spa. Due diessini doc che rappresentano le due anime della Quercia: il primo legato al correntone cioè alla sinistra ds e il secondo all’ala migliorista, i cosiddetti moderati, a cui però non andrebbero le simpatie della segreteria provinciale ds. Stranezza, osservano in casa Margherita: Franco Mirabelli, fassiniano di ferro, non tifa per i «moderati» della minoranza interna bensì per quella minoranza congressuale che è la «sinistra» ossia il Correntone.
Posizione che si spiegherebbe con l’autocandidatura dell’immancabile outsider: il consigliere provinciale ds Massimo Gatti, presidente di Cap Gestione spa ed ex sindaco di Paullo, che temporaneamente potrebbe risolvere il dilemma e fungere da reggente della nuova supersocietà dell’acqua. E, quindi, togliere dal ponte di comando quel presidente «facente funzioni» che, sorpresa, è di Forza Italia.