Anche la Sicilia al passo di corsa

Sergio Poggianella nella galleria TransArte di Rovereto che tratta e confronta l’avanguardia tra Est ed Ovest del mondo, e dove tiene una volta all’anno una mostra sul Futurismo, presenta «Il Mondo in Corsa», ovvero «Macchine e dinamismo pittorico nel Futurismo siciliano degli anni ’20 e ’30». La mostra, curata da Micaela Sposito, che si è avvalsa di una specialista di primo piano come Anna Maria Ruta, vuole sostenere la tesi di una partecipazione sentita, da parte degli artisti-futuristi siciliani, non solo ai soggetti (cioè le macchine e la velocità), ma anche e soprattutto alla poetica del Futurismo o, in altre parole, alla sua sintassi compositiva. La scelta dell’arco cronologico è significativa per leggere la corrispondenza tra la produzione degli artisti e le importanti trasformazioni e conquiste nella società che avvengono sull’isola proprio tra gli anni Venti e Trenta, quando le prime propaggini della modernità s’insinuano anche nella vita civile.
In mostra trenta opere a partire dalla fine degli anni Dieci, di Vittorio Corona, Pippo Rizzo, Giovanni Varvaro, ma anche di Giulio D’Anna che al Futurismo aderisce più tardi con la scelta dell’aeropittura. A questi si aggiungono le figure atipiche di Vincenzo Florio e Duilio Cambellotti i cui soggetti di autoveicoli anticipano il tema delle «macchine in velocità» dei futuristi. In mostra anche una «chicca» di un giovanissimo Guttuso, allievo di Pippo Rizzo, pure lui affascinato dal futurismo e dalla velocità.
Una breve rassegna che nella sua solarità echeggia un’affermazione di Marinetti ispirata alla produzione futurista dell’isola, che definì «il colorificio della Sicilia».
LA MOSTRA
«Il mondo in corsa», TransArte, Rovereto, via Valbusa Grande 2 (telefono/fax 0464-432326). Fino al 25 gennaio