Anche il sindaco Pericu protesta: «Quella bocciatura ci farà perdere voti»

(...) a far sentire chiara e forte la voce del dissenso, e a scompaginare, in un momento delicato, le carte di una coalizione che si chiama Unione, ma rischia di presentarsi alle urne clamorosamente spaccata e litigiosa. Sentire per credere: «Mi dispiace molto che abbia prevalso una logica di partito che sacrifica una risorsa importante» attacca il primo cittadino di Genova, già laburista confluito nei Ds e fra i più convinti a sostenere Zara nella battaglia (si fa per dire) contro l’Udc Roberto Suriani nel collegio 10. Non basta. Pericu aggiunge un giudizio perentorio: «Zara è persona di grande qualità professionale e umana, che si era resa disponibile per una competizione molto difficile nel suo collegio e che aveva contribuito all'affermazione del centrosinistra dando voce autorevole agli interessi generali della città. Mi sembra che oggi, invece - conclude il sindaco - siano prevalse più ristrette logiche correntizie». Meglio di uno spot del centrodestra, in realtà un monito autorevole di chi è al di sopra della mischia e osserva le trattative in corso o appena concluse nell’ambito del centrosinistra come una replica delle beccate a più non posso dei polli di Renzo, inconsapevoli dell’imminente, comune destino culinario.
Zara si limita a sibilare: «Il coraggio non può essere contraffatto, è una virtù che rifugge l’ipocrisia». Ma all’interno della Margherita lo stop brusco e inaspettato sta creando profonde tensioni. A cominciare da Monteleone, responsabile ligure del partito, diniano con un profondo radicamento nella componente cattolica e solidaristica del movimento, e in grado di pilotare un numero significativo di consensi. Ebbene, all’indomani della bocciatura dell’ex presidente degli industriali - il quale, fra l’altro, avrebbe rifiutato il «contentino» di una presenza in lista nei posti di retroguardia - Monteleone non si dimentica di essere stato uno dei promotori della candidatura di Zara al parlamento, quando si trattò di scegliere il rappresentante della coalizione di centrosinistra in un collegio da sempre appannaggio del centrodestra. «Sono molto dispiaciuto di quello che è successo - dichiara senza remore Monteleone -. Ho fatto tutto il possibile per far confermare Zara, che è un valore per il partito e per la coalizione. Non ci sono riuscito, ma non so assolutamente quale sia la logica dell’esclusione, e non so nemmeno cosa sia prevalso al momento di decidere. In ogni caso, dico che è stato un grande errore». E all’ipotesi di un ripescaggio, magari come candidato sindaco, la replica è ancora più tranciante: «Non credo che, dopo quello che è successo, si possa parlare di compensazioni». Clima avvelenato, dunque, che semina gramigna nel terreno in cui vorrebbe crescere la Margherita. Che forse non ha mai perdonato a Zara - in un’intervista su queste pagine, fine luglio dello scorso anno - le affermazioni tipo: «Entro nella Margherita per fare gol ai rutelliani», e anche: «L’unica tessera che prenderò sarà quella del partito dell’Ulivo», che oggi suonano come campane a morto della candidatura, ma anche come definitiva presa di distanza dai polli.