Anche per il sindaco il troppo stroppia

Carissimo Massimiliano Lussana quando «il troppo stroppia» massima popolare che si addice perfettamente alla nostra Sindaca. Non sono un tecnico portuale e finora ho cercato coerentemente di tenermi alla larga da una materia così spinosa (come la nomina del presidente dell'Autorità portuale). Ma essendo un libero cittadino genovese, sento impellente il dovere di denunciare alla Genova che conta, l'inammissibile prosopopea di Marta Vincenzi riguardo alla scelta della persona che dovrà nei prossimi anni guidare lo sviluppo della nostra città portuale.
Lungi da me voler giudicare la validità dei candidati espressione della Camera di Commercio, Comune di Genova e Provincia. Ma se tre sono, la nostra Sindaca non si può permettere di escluderne due per il solo fatto che «ricoprono una funzione pubblica». Dimesse le «ciabatte d’epoca provinciale», con la fame di potere di chi è rimasta ai margini della politica nazionale, la Super Marta grida a Genova e ai genovesi: i moli sono cosa mia e solo mia. Sacrificando sull'altare della sua prosopopea, l'assessore Mario Margini e la parte produttiva e politica da Lui rappresentata e l'assessore Luigi Merlo, dando uno schiaffo esplicito al Presidente della Provincia Alessandro Repetto e implicito all'amico-nemico Claudio Burlando, pretendendo che a lei sia dovuta obbedienza anche quando tutto il mondo produttivo e politico le rema contro. Fermatela finché siamo in tempo. Genova non ha bisogno di guru venuti dall'Europa, ma solo d’essere bene e umilmente amministrata.