Anche gli spezzini erano pronti alla battaglia

Alberto Vignali

da La Spezia

Il giorno dopo Spezia-Genoa è quello dei bilanci, compresi quelli per gli scontri tra tifosi e forze dell'ordine. I genoani, nella ricostruzione della questura, aspettavano un pretesto per poter attaccare e scatenare degli scontri. Il pretesto è arrivato e la zona attorno alla stazione della Spezia si è così trasformata in un teatro di guerriglia urbana. Alquanto difficile il lavoro dei reparti di polizia e carabinieri che sono però riusciti ad evitare il contatto tra le tifoserie prima e poi la discesa di un drappello di qualche centinaio di ultras ospiti verso la città.
Gli investigatori hanno raccolto di tutto dal teatro degli scontri, questo dopo che i più scalmanati, pare usando un cassone dei rifiuti come ariete, erano riusciti a sfondare una porta del magazzino ed armarsi di mattoni, martelli, attrezzi vari, spranghe, tubi e morsetti da ponteggio utilizzati nella ristrutturazione della stazione. Questi «proiettili», assieme ad estintori e idranti dell'impianto antincendio, sono diventati gli strumenti per attaccare le forze dell'ordine che sbarravano la strada a chi voleva uscire dal marciapiede lungo il binario e raggiungere un gruppetto di spezzini con i quali, durante il viaggio tra lo stadio e la stazione, erano volati insulti, sassi e qualche razzo.
Tra i più violenti Daniele Dioguardi, 33 anni di Genova, che è uscito dal gruppo con un tubo in mano ed ha assalito un agente del reparto mobile di Bolzaneto. Lo hanno fermato ed arrestato ancora con l'arma in mano, mentre il poliziotto è stato portato all'ospedale con una spalla lussata. Per Dioguardi ieri il pm spezzino Maurizio Caporusso ha chiesto la convalida della custodia cautelare in carcere. Oltre al poliziotto ferito, sono stati refertati altri quindici agenti delle forze dell’ordine. L'ultras genovese oggi sarà davanti al gip spezzino Diana Brusacà, con la richiesta di condanna da parte del pm, per rispondere di violenza su pubblico ufficiale.
Ma la premeditazione di questi scontri, che hanno pesantemente danneggiato la stazione spezzina, arriva dal fatto che subito dopo la partita, al momento di salire sui bus che li avrebbero riportati in treno, gli ultras genoani si sono divisi, sistemandosi in modo da creare un gruppo agguerrito ed «armato» di razzi nei mezzi di coda, quelli più difficili da gestire. La cosa non è sfuggita alla polizia che ha disposto il presidio alla stazione in modo da evitare che i teppisti potessero uscire dalla zona e riversarsi in città.
Quanto agli spezzini, avevano preparato due buche ricolme di pietre in previsione di una sassaiola con i tifosi genoani. Se le due tifoserie fossero entrate in contatto, avrebbero dato il via al lancio. I tre supporter dello Spezia arrestati sono un ecuadoriano, un marocchino e uno svizzero, che si sono scagliati contro il cordone di polizia dopo il lancio di razzi da parte dei genoani.
Tutti i filmati fatti dalla polizia sono ora al vaglio delle unità speciali delle Digos di Spezia e Genova, ci sono da identificare almeno una ventina di tifosi, alcuni dei quali sembra recidivi, che hanno trasformato la giornata di sport in un teatro di battaglia.
Quanto alle società, il giudice sportivo della Lega di serie C, Giuseppe Quattrocchi, ha inflitto un'ammenda di 3500 euro al Genoa per il lancio di razzi da parte dei sostenitori rossoblù anche verso il settore occupato dalla tifoseria locale «dando luogo a un concreto e grave pericolo per le incolumità individuali». Allo Spezia è stata inflitta un'ammenda di 1000 euro a causa del lancio di alcuni fumogeni e di qualche bottiglietta sul terreno di gioco.