Anche gli statali voltano le spalle al centrosinistra

Roma. Anche gli statali, tradizionale bacino d’utenza del centrosinistra, voltano le spalle a Romano Prodi e all’Unione. Secondo un sondaggio di Ipsos per il Sole24Ore pubblicato ieri, appena il 38% dei dipendenti pubblici voterebbe per l’attuale maggioranza. Un dato sorprendente, visto che gli statali hanno appena ottenuto un sontuoso aumento in busta paga grazie al recente rinnovo contrattuale, in media 101 euro al mese in più, chiuso nei mesi scorsi sotto la minaccia dello sciopero generale. Basti pensare che nel 2006 la percentuale di statali che avrebbe detto sì a Prodi era il 50%. La maggior parte di questi consensi si è spostata sul centrodestra, che secondo la rilevazione commissionata dal quotidiano di Confindustria, otterrebbe il voto di 37 dipendenti pubblici su 100. Quasi un terzo in più rispetto al 2006, quando gli elettori della Casa delle Libertà tra le scrivanie degli uffici pubblici erano il 26%.
In mezzo c’è uno scetticismo crescente nei confronti della politica, pari al 25%. Agli intervistati è stata anche chiesta una valutazione della situazione economica: la maggior parte è pessimista (il 16% dice che è molto negativa, il 44% che è negativa), per il 42% le cose «miglioreranno un po’» ma solo il 30% attribuisce l’eventuale ripresa alla politica economica del premier.
Anche i pronostici sulle prossime elezioni sono molto negativi per il centrosinistra: solo il 14% degli statali intervistati scommette su una nuova vittoria dell’Unione alla prossime elezioni, mentre nel marzo del 2006, sei intervistati su dieci puntavano sull’attuale maggioranza. Ora, il 64% dà per certo il ritorno del centrodestra.
«La caduta libera del consenso nei confronti del governo, anche in un settore tradizionalmente favorevole è frutto di una politica economica fallimentare», ha detto Fabrizio Cicchitto, vice coordinatore di Forza Italia. «La sinistra è attaccata al potere con la colla - aggiunge Paolo Bonaiuti - e non intende lasciarlo». Per il portavoce di Silvio Berlusconi il ring della sinistra assomiglia al wrestling: «Urlano, spingono, si insultano, fingono di darsi grandi cazzotti ma poi alla fine sono d’accordo e non si fanno male».