Anche Storace in campo per sparigliare le carte nel centrodestra romano

La vera novità della giornata è la candidatura di Francesco Storace nella sfida del Campidoglio. Il leader de La Destra, infatti, spiazza tutti e annuncia di voler correre per quella che è considerata da molti una delle sfide politiche più allettanti, quella per la poltrona da sindaco della Capitale. «Ho intenzione di candidarmi, credo di conoscere la città di Roma e mi affascina la sfida con un personaggio di ritorno, con Francesco Rutelli che torna come nel gioco dell’oca». L’ex governatore del Lazio, ospite di Giuliano Ferrara a “Otto e mezzo” su La7, spiega in questo modo la sua decisione. «Mentre il centrodestra sfoglia la margherita per cercare un candidato La Destra è pronta: io mi candido al Comune, Teodoro Buontempo alla Provincia e Daniela Santanchè è la nostra candidata premier». Subito dopo l’annuncio sono in tanti a chiedersi se sia solo una provocazione «tipica» dell’ex ministro della Sanità, per dare fastidio a qualcuno, o se invece sono le sue reali intenzioni. Fatto sta che però le reazioni al suo annuncio ci sono state. A cominciare dal suo ex collega di partito Gianni Alemanno. «Mi sembra un “fuori d’opera”, nessuno deve mettersi lì a lanciare le candidature, bisogna trovare la candidatura comune: bisogna avere una sola alternativa alla sinistra. E non possiamo calare su Roma i contenziosi nazionali». La scelta del candidato alle prossime comunali di Roma deve essere fatta, per il colonnello di via della Scrofa «in maniera condivisa, senza far calare su Roma problemi di carattere nazionale: è inutile trasferire le tensioni che riguardano la nascita del Pdl sulla nostra città». Proprio il partito di via della Scrofa ha in mano un sondaggio che darebbe tutta la sinistra capitolina al 44%, un dato che farebbe quindi ben sperare il centrodestra.
Intanto nel Polo continua il valzer di nomi a caccia di un candidato. Gianfranco Fini in un’intervista al Giornale ieri aveva fatto i nomi di Frattini e Meloni: «Se sull’altro fronte ci sarà Rutelli dobbiamo essere consapevoli che occorre un candidato di peso. Ma potrebbe essere anche un altro che non è stato ancora fatto». Nel pomeriggio però il vicepresidente Ue lascia intendere che lui, forse, preferirebbe non candidarsi. «Non credo che sarò l’avversario di Rutelli. Sono molto lusingato, come è giusto che sia, perché personaggi autorevoli come il presidente Fini hanno fatto il mio nome. Certo quella di Roma è una realtà affascinante, ma credo che ognuno possa dare il meglio dove sa dare il meglio». Quella di Frattini non è una vera e propria rinuncia. Molto, spiegano alcuni deputati di Forza Italia, dipenderà da Silvio Berlusconi.