Anche il Tar dà ragione ai politici che si tassano per non alzare le tasse

I consiglieri comunali di La Spezia fanno bocciare la delibera del Comune

(...) Un modo per alzare la base imponibile delle tasse, e di conseguenza aumentare ancora di più il «bottino» incassato. L’opposizione di centrodestra (ma non solo) non ci sta. Tra Forza Italia, Alleanza nazionale, Lega Nord e Lista Schiffini mettono insieme 1.200 emendamenti alla delibera. Un modo per trascinare il consiglio comunale per più di una settimana, e comunque oltre il 3 ottobre, termine ultimo per l’approvazione. Il centrosinistra decide così di bocciare tutti gli emendamenti, considerandoli irricevibili perché sono «ostruzionismo puro». Legittimo, a patto che si seguano le regole democratiche. E cioè che si voti la non ammissibilità di ogni singolo emendamento. Cosa che comporterebbe gli stessi ritardi. La sinistra invece presenta un atto che boccia tutto senza neppure concedere lo spazio per una valutazione. Altro che democrazia.
«Non è la prima volta che accade in quest’ultimo angolo di socialismo reale - osserva Giacomo Gatti di An -. Non si pongono neppure il problema di rispettare le apparenze. È per questo che stavolta ci siamo ribellati. E siamo fieri della vittoria». La ribellione, con vittoria connessa, si traduce con un ricorso al Tar, basato proprio sulla grave violazione democratica commessa nell’approvazione della delibera. Ma siccome un ricorso costa qualcosa come 7mila euro, i consiglieri di opposizione, tutti con l’unica eccezione di Fabio Cenerini, che pure è segretario provinciale di An, si sono autotassati per sostenere le spese. Giovedì sera il Tar ha dato ragione all’opposizione. Non concedendo solo la sospensiva, ma addirittura annullando la delibera per la palese scorrettezza procedurale. «Una soddisfazione immensa - esulta Maria Grazia Frijia, consigliere di Forza Italia -. Una vittoria nella battaglia più vicina alle esigenze dei cittadini. E una sconfitta anche dell’arroganza di questa sinistra». Una sconfitta soprattutto di certi luoghi comuni sui politici.