Ma anche, al tempo stesso

Questa cosa di Crozza e del «ma anche» di Veltroni fa certo ridere, ma anche no. È una cosa che dà il sorriso, ma anche sui nervi: perché una battuta di successo può devastare un uomo politico, come no, ma quando diventa costume, quando diviene più importante del suo significato, ecco che ogni effetto si annulla e si ritorna al punto di partenza. Prendi il caso Alitalia, che necessita di scelte chiare e nette dopo infiniti tiramolla: ieri Veltroni ha detto che «La cosa che mi piacerebbe di più è che le proposte di Air France e Air One si incrociassero», questo «per garantire la forza di Air France e la forza di Banca Intesa, e al tempo stesso però il radicamento nel Paese di una compagnia nazionale». Era «ma anche» e ora è «al tempo stesso». Intendiamoci: le sfumature esistono, i compromessi esistono, le terze vie pure. Il povero Veltroni, peraltro, in questa fase ci tocca trattarlo politicamente bene, ma anche no: sicché vi è da chiedersi se c’era davvero bisogno di Maurizio Crozza per scoprire ciò che noi mortali chiamiamo da sempre cerchiobottismo, doppiopesismo, ambeduismo, neutralismo, attendismo, terzismo, doroteismo, paraculismo, zuppa o pan bagnato, o mangi ’sta minestra o salti ’sta finestra. Per Veltroni l’americano, qualcosa di terribilmente italiano.