Anche la Ue in campo: sì al piano comune per salvare le banche

Oggi incontro dei leader di 15 Paesi a Parigi dopo il crac delle Borse: Gran Bretagna assente illustre. E ieri vertice straordinario della Bce in trasferta a Washington

da Parigi

Il presidente francese Nicolas Sarkozy ha riunito per questo pomeriggio all’Eliseo un vertice straordinario della «zona euro», ossia dei 15 Paesi che fanno parte della moneta unica comunitaria. Il vertice è doppiamente straordinario, visto che si riunisce per la prima volta e che finora l’idea di creare un contrappeso politico alla Banca centrale europea (Bce) era rimasta sostanzialmente un desiderio. Ma la crisi finanziaria ha accelerato il processo di coordinamento tra i leader dei Quindici. Sarkozy ha già ricevuto sabato scorso all’Eliseo Silvio Berlusconi, Angela Merkel e Gordon Brown per un summit tra i quattro Paesi dell’Ue che appartengono anche al G8. Quella riunione ha approvato un piano di emergenza che verrà precisato e rilanciato nell’incontro di oggi. È stato il presidente del governo spagnolo Zapatero a proporre, incontrando questa settimana Sarkozy a Parigi, la convocazione di un vertice tra i leader della «zona euro». Sarkozy ha consultato Berlusconi e la Merkel, decidendo poi di procedere all’immediata convocazione dell’incontro di oggi, che acquista un particolare significato a seguito dell’andamento disastroso degli indici di Borsa in tutto il mondo.
Il piano di intervento, che verrà esaminato oggi all’Eliseo, si basa sul principio di un intervento coordinato per restituire fiducia ai mercati, per garantire i conti correnti dei risparmiatori europei e per evitare ogni ipotesi di fallimento delle banche del Vecchio continente. Certo istituti di credito di alcuni Paesi, come l’Italia, si trovano in una situazione più solida di quella di altri Stati occidentali. Ma in questo momento è necessaria la massima coesione di tutto il mondo industrializzato - e in particolare della «zona euro» - per evitare che l’eventuale fallimento di una banca provochi poi un «effetto domino», trascinandosi dietro il crac di altri istituti bancari. Dunque la parola d’ordine oggi è «coesione». La «zona euro» dispone di una banca centrale unica, ma è talvolta accusata di scarsa sensibilità di fronte alle esigenze dei governi che la compongono. Questa volta proprio i governi sono decisi a far sentire la propria voce, spingendo il presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che sarà presente all’incontro di oggi a Parigi, ad abbassare i tassi di interesse per favorire il rilancio dell’economia. Nei giorni scorsi Trichet ha accettato il calo dei tassi dal 4,25 al 3,75%. Forse in avvenire saranno possibili altri passi nella stessa direzione. Ieri, intanto, alle 16 ora di Washington (le 20 in Italia) Trichet convocato una riunione straordinaria del consiglio direttivo della Bce, approfittando del fatto che gran parte dei governatori si trovava nella capitale degli Stati Uniti per le riunioni del Fondo monetario internazionale. No comment della Bce sui contenuti della riunione, ma è probabile che si siano discusse ulteriori misure per fornire liquidità al sistema bancario a seguito delle linee d’azione contenute nel comunicato del G7.
E sempre ieri Sarkozy e la Merkel si sono incontrati sul suolo francese in occasione dell’inaugurazione di un museo dedicato al generale De Gaulle, nel villaggio di Colombey-les-Deux-Églises, in cui riposa il fondatore della Quinta Repubblica francese. I due leader hanno trovato il tempo per limare qualche divergenza sul modo in cui affrontare la crisi. La Merkel è sempre stata convinta del bisogno di un’assoluta indipendenza da parte della Bce, mentre Sarkozy ha sempre insistito sul bisogno di creare un contrappeso politico a questa istituzione da lui considerata troppo tecnocratica. Il ministro francese degli Affari europei Jean-Pierre Jouyet è intervenuto a un convegno sull’Europa in corso a Blois, illustrando la strategia francese in vista dell’incontro di oggi a Parigi. Secondo Jouyet occorre al tempo stesso coordinare politicamente i Paesi della «zona euro» e fornire assicurazioni agli altri membri dell’Ue. In particolare Jouyet è determinato a evitare malintesi con la Gran Bretagna, che ha partecipato al summit di sabato scorso, ma che non sarà rappresentata oggi a Parigi.