Anche il Vaticano voleva salvarlo

Bobby Sands nacque nel 1954 a Rathcoole, un quartiere a maggioranza protestante nella periferia settentrionale di Belfast. A 18 entrò nell’Ira e nell’ottobre del 1972 venne arrestato per possesso di armi e condannato a tre anni e mezzo di reclusione, pena che scontò nel carcere di Long Kesh. Scarcerato, riprese la lotta con il movimento repubblicano. Sei mesi dopo, in seguito ad uno scontro a fuoco, fu nuovamente arrestato, mentre la moglie Geraldine era incinta di quattro mesi. Condannato a 15 anni, rifiutò di rispondere alle domande degli inquirenti e incominciò la protesta contro le condizioni di detenzione. L’11 marzo 1981 iniziò uno sciopero della fame che ebbe notevole impatto sull’opinione pubblica mondiale soprattutto dopo che, in aprile, Sands venne eletto nelle liste del Sinn Féin per la contea di Farmanagh. Nonostante il sostegno popolare e l’interessamento del Vaticano, il primo ministro britannico Margaret Thatcher rifiutò il dialogo con i detenuti in sciopero. Sands morì il 5 maggio 1981, dopo 65 giorni di sciopero della fame.