Anche Villaggio per i nuovi nomi delle strade

Stefania Malacrida

Corrono, corrono i milanesi. Si sa, che vanno sempre di fretta. E allora, perché le vie della città devono aspettare? La regola della toponomastica vuole che per intitolare una strada ad un personaggio bisognerebbe attendere dieci anni dalla sua morte. Lo si legge anche nel forum sul sito del Comune «10 nomi per 10 vie», il dibattito on-line lanciato dall’assessore alla Cultura Stefano Zecchi per invitare i cittadini a esprimersi sulle nuove strade ancora senza targa. Un’iniziativa di grande successo. Di e-mail ne sono arrivate più di cinquecento dall’inizio del mese. Il tema appassiona. Tocca certe corde, la memoria di una città incisa ai crocicchi delle vie. Ma a dispetto del clima tutto meneghino, la discussione ha preso un andamento molto «italiano». Prima una pioggia di idee, la maggior parte dedicate a personalità scomparse recentemente: da Gaber, a Montanelli a Terzani. Poi, si legge meglio e... sorpresa! Bisogna attendere dieci anni. Ed ecco arrivare una raffica di osservazioni, dritte come frecce contro la regola dei due lustri. «Burocratica e anacronistica» scrive Massimo. «Così - gli fa eco Davide - si tagliano fuori personaggi rilevanti per Milano». O ancora, scrive Stefano «la grandezza di una persona non è misurabile a partire da un numero di anni». Il forum chiuderà i battenti a fine settembre, poi Zecchi tirerà le somme.
«Sui dieci anni si cerca di non fare eccezioni - dice l’assessore -, ma in casi particolari è possibile derogare». C’è dunque speranza per i gettonatissimi Don Giussani e Papa Wojtyla, per Mia Martini e per Gino Bramieri. Del resto non sono nemmeno i nomi più recenti: tra i tanti ci sono anche quelli di Enzo Biagi, Paolo Villaggio e Cesare Maldini.