Anche il web rivela gli impacci di Glass e Nyman, guru minimalisti

Piccola nota su linguaggi, personaggi e mode musicali. Che oggi si possono captare spaziando anche nelle registrazioni e nei commenti densi su Internet.
C'è stata per esempio una delusione provocata a Venezia da i Sonetti lussuriosi musicati da Nyman e a San Francisco da Appomattox di Philip Glass. Due autori che, l'uno soprattutto nelle stanze privilegiate dell'avanguardia, l'altro soprattutto nei film di Greenaway, conquistavano col segno minimalista, pochi elementi strategicamente ripetuti. Ora, il primo davanti a un'opera sulla storia è parso disarmato, l'altro nell'erotismo grassoccio della poesia dell'Aretino ha tentato di far scivolare le sillabe delle parole in modo un poco moscio. È il consueto punto critico degli artisti del nostro tempo che si identificano in un gesto: e ne rimangono prigionieri. Lo si coglie anche ascoltandoli in successione attraverso il web, anch’esso strumento minimalista e pure rivelatore.