Ancora in antiCamera i deputati liguri

Colpo di scena, ieri pomeriggio, a Palazzo di giustizia dove si era riunito l’Ufficio centrale circoscrizionale presso la Corte d’Appello per attribuire ufficialmente onori e oneri di deputato a diciassette rappresentanti dei partiti risultati eletti in Liguria per la Camera, e già proclamati dall’Ufficio centrale della Cassazione l’altro ieri. E invece, l’arrivo di un fax dalla capitale ha provocato il rinvio della definitiva proclamazione a stamane, per un non meglio precisato «ricorso pendente» che però potrebbe o meno riguardare la Liguria. Nel frattempo, gli uffici regionali elettorali di cinque regioni, tra cui la Liguria, hanno confermato per il Senato i dati del Viminale. E quindi la Rosa nel Pugno ha un'ultima possibilità di vedere accolta la propria lettura della legge elettorale per ottenere una rappresentanza in parlamento: l'Ufficio elettorale regionale del Piemonte presso la Corte di Appello di Torino potrebbe assegnare infatti un seggio alla «Rosa» a scapito di Rifondazione comunista. Se invece anche il Piemonte confermasse la lettura della legge del Viminale, la Rosa nel Pugno non avrebbe senatori. La decisione della Corte d’Appello di Napoli ha inoltre spento le speranze della lista Dc-Partito Socialista che avrebbe potuto ottenere un senatore campano se fosse stata accolta la tesi della Rosa nel pugno. La lista di Bonino e Boselli sostiene che per il Senato nelle regioni dove la coalizione vincente non abbia ottenuto il 55 per cento dei voti non va applicato per le singole liste lo sbarramento del 3 per cento.