Ancora un attacco agli italiani 5 razzi sull’aeroporto di Herat

Il lancio all’indomani del fallito attentato kamikaze Morti due soldati Nato

da Kabul

Ancora italiani nel mirino in Afghanistan: ieri, all’indomani del fallito attentato di un kamikaze contro un convoglio italiano nella provincia di Farah, cinque razzi sono caduti dopo la mezzanotte sull’aeroporto di Herat, controllato dai militari del nostro contingente. Non ci sono né morti né feriti.I razzi sono caduti in una zona distante dagli italiani, a ridosso di un caseggiato occupato dalle forze di sicurezza afghane.
Nel rivendicare l’attacco, i talebani hanno precisato che proprio i militari alleati ne costituivano l’obiettivo.
È andata diversamente a due soldati canadesi della Nato e all’interprete afghano: sono stati uccisi nel Sud del Paese e con loro hanno perso la vita altri tre afghani. Un ordigno è esploso al passaggio del veicolo nel quale si trovavano i due militari e i loro accompagnatori.
Un attentatore-suicida è entrato in azione ieri anche nella provincia di Nangarhar. Il kamikaze si è fatto saltare in aria al passaggio di un’auto-colonna dell’Isaf, la Forza internazionale di assistenza per la sicurezza sotto comando Nato. Illesi tutti i soldati, tranne uno che ha riportato lievi ferite. Nella zona operano soprattutto truppe statunitensi.
Negli oltre 130 attacchi suicidi avvenuti quest’anno i talebani hanno ucciso oltre 200 persone. Secondo gli analisti della sicurezza, anche se il numero di attentati è aumentato, il numero di vittime tra militari stranieri e civili è diminuito: sia per le maggiori protezioni adottate dalle forze armate straniere, sia perché i talebani usano auto-bomba, il tipo di arma che provoca il maggior numero di morti.
Le forze alleate continuano intanto le operazioni per reprimere la guerriglia: giovedì scorso nella provincia di meridionale di Helmand le truppe internazionali hanno ucciso 23 talebani e ne hanno catturati undici. Lo ha reso noto ieri il comando delle forze della coalizione a guida Usa, precisando che il raid nel distretto di Garmsir è stato reso possibile grazie ad «accurate» informazioni fornite dall’intelligence.
Nella provincia occidentale di Ghor, relativamente tranquilla fino a ieri, la scorsa notte è stata attaccata una sede della polizia del distretto Shahrak. Nove agenti sono stati uccisi, compreso il comandante, e altri cinque sono rimasti feriti. Stando a quanto affermato dal capo della polizia provinciale, all’appello mancano però almeno 10 agenti: «Molto probabilmente sono stati sequestrati dagli assalitori», ha detto l’ufficiale.