Ancora caos in Grecia Occupati sette ministeri Oggi la troika ad Atene

Il giorno in cui la troika Ue-Bce-Fmi è ad Atene per decidere sullo
sblocco degli aiuti e concordare le riforme strutturali, i dipendenti pubblici
occupano i ministeri

Atene - Momenti di altissima tensione in Grecia. Circa duecento dipendenti statali hanno bloccato gli accessi del ministero delle Finanze e di altri dicasteri. La notizia è resa ancor più grave dal fatto che oggi sono in programma i colloqui tra il ministro delle Finanze Evangelos Venizelos e i rappresentanti della "troika" (Fmi, Bce e Unione europea), tornati oggi ad Atene per riprendere le trattative con il governo greco sulle riforme strutturali necessarie per il risanamento dell’economia del Paese. I dimostranti oltre all’ingresso del ministero delle Finanze, stanno impedendo anche l’accesso ai dicasteri degli Interni, Giustizia, Lavoro, Sanità e Agricoltura.

Come riferiscono i giornali greci, i tre componenti della troika - Paul Tomsen, Matthias Mors e Claus Mazuch - intendono mettere sotto la lente d’ingrandimento le tre parti del programma di risanamento per concludere il loro rapporto, interrotto appunto un mese fa, e dare il via libera alla concessione della sesta tranche del primo prestito da 110 miliardi di euro concesso alla Grecia.

La prima parte comprende i licenziamenti nel settore pubblico, la sospensione provvisoria dal lavoro e l’abolizione di Enti pubblici inutili, riguarda le spese. La seconda riguarda gli Enti di assistenza sociale e le pensioni per esaminare la situazione del sistema previdenziale del Paese, mentre l’ultima parte riguarda gli introiti dello Stato. Intanto alle nuove misure di austerity del governo, i lavoratori rispondono con il blocco degli ingressi in alcuni ministeri.

Il traffico ad Atene è oggi quasi normale e - dopo il blocco totale di ieri - tutti i mezzi di trasporto pubblico sono tornati in funzione con l’eccezione dei taxi che oggi proseguono l’agitazione di 48 ore proclamata la settimana scorsa. I tassisti protestano contro la decisione del governo di liberalizzare la loro professione nell’ambito di una serie di riforme tese a ristrutturare l’economia del Paese. Il capo del sindacato dei tassisti dell’Attica, Thymios Lyberopoulos, ieri ha ribadito che la protesta dei conducenti delle auto gialle non si fermerà ed ha messo in guardia il ministro dei Trasporti Yiannis Ragousis affermando che "dovrà passare sui cadaveri di 50 mila tassisti" prima di applicare la liberalizzazione della loro professione.