Ancora caos per le tariffe differenziate Una corsa può costare 40, 50 o 70 euro

Soltanto in pochi rispettano l’accordo siglato col Campidoglio

Donatella Palmieri

Ancora caos all’aeroporto di Fiumicino sulle tariffe applicate dai tassisti, che anche ieri hanno continuato a chiedere ai passeggeri importi diversi per compiere lo stesso tragitto dallo scalo romano fino a Roma centro. Ieri mattina, proprio nell’ora di punta, su una decina di conducenti interpellati quattro hanno confermato di aver aderito alla protesta proclamata nei giorni scorsi dai sindacati di categoria e dalle centrali dei taxi contro il piano di rilascio di 2.300 nuove licenze in tre anni preannunciato dal Campidoglio. Quindi non solo non hanno applicato la tariffa fissa di 40 euro come era previsto nell’accordo sottoscritto dal Campidoglio, ma hanno lavorato facendo scattare il tassametro. Inoltre chiedevano agli ignari viaggiatori cifre comprese tra i 50 e 70 euro per una corsa fino a Roma. Altri tassisti concentrati nel settore degli arrivi nazionali e internazionali, invece, hanno scelto la «linea morbida» continuando a chiedere la tariffa fissa di 40 euro. «Vogliamo cercare di trovare un accordo con il sindaco di Roma - sostiene un tassista - anche per non arrivare alla guerra totale». Il problema, tra l’altro, è accentuato dal fatto che 38 tassisti con regolare licenza rilasciata dal Comune di Fiumicino continuano a applicare una tariffa di 60 euro per lo stesso tragitto. Questo perché una volta effettuata la corsa fino a Roma, al ritorno non possono portare i clienti essendo fuori dal comune di appartenenza. Un problema sul quale le amministrazioni di Roma e Fiumicino non sono mai riuscite a trovare un accordo.