Ancora un crollo nel liceo della morte

«Nostro figlio è morto invano». Sono crude e dannatamente realiste le parole di Fortunato Scafidi, padre di Vito, il ragazzo ucciso nel 2008 dal crollo del soffitto di un'aula del liceo «Darwin» di Rivoli. Dopo più di tre anni di attesa, la scuola è ancora a rischio, con l'ala pericolante che ormai crolla a pezzi. L'altro giorno è avvenuto un altro cedimento strutturale, proprio nell'aula accanto quella «assassina». Una beffa e anche un monito che deve far riflettere sulla necessità di mettere in sicurezza non solo il «Darwin» ma tutti gli edifici scolastici italiani. Ogni giorno qualche scuola denuncia carenze strutturali e situazioni di pericolo. A Roma, due mesi fa gli studenti hanno protestato pubblicamente per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'argomento. Di più. Un filmato riprendeva il controsoffitto di un liceo crollato in un corridoio fortunatamente deserto e infiltrazioni d'acqua ovunque. Purtroppo le migliorie latitano e quando si fanno a volte peggiorano la situazione. Sempre in un liceo romano, la palestra è stata chiusa per un anno e mezzo a causa dei lavori di ristrutturazione. E una volta riaperta ha retto due mesi: poi di nuovo infiltrazioni d'acqua.
Si può mandare a scuola i nostri figli con tranquillità, viene da domandarsi? La risposta che affiora molte volte è negativa e la storia del «Darwin» conferma i timori dei genitori. Quell'istituto che avrebbe dovuto diventare il fiore all'occhiello dell'efficienza, rimane pericolante. Il secondo crollo di un soffitto non doveva accadere, non dopo tutto questo tempo. Ma la burocrazia fa più danni dell'immobilismo. L'area crollata di quel liceo, infatti, è stata messa sotto sequestro al momento del disastro ma nessuno ha ancora tolto i sigilli per i ritardi di una cancelleria. Eppure qualcosa doveva già muoversi. La sentenza di primo grado è stata chiusa nel luglio scorso, anche se con poca soddisfazione per i familiari di Vito. C'è stata una sola condanna per quel crollo che ha spezzato una giovane vita e ha messo una sedia a rotelle un altro ragazzo Andrea Macrì. I giudici hanno assolto tutti i sette imputati (4 funzionari della Provincia e tre professori responsabili della sicurezza della scuola) con l'eccezione di Michele Del Mastro, al quale è stata inflitta una condanna di 4 anni. La magra consolazione è stato il risarcimento danni per la famiglia: 150 mila euro per il padre Fortunato, 200 mila euro per la madre Cinzia e 50 mila euro per la sorella Paola. L'assicurazione della scuola, invece ha scucito solo 50 mila euro, tanto era valutata la morte per infortunio di uno studente.
Ma ora c'è da pensare ai vivi. E gli studenti del Darwin sono preoccupati. Forse per questo ieri l' assessore all'Istruzione della Regione Piemonte, Alberto Cirio, si è affrettato a fare un sopralluogo e a rassicurare un po' tutti. «Non c'è stato alcun rischio per gli studenti e il personale - ha spiegato - Nell'area in cui è avvenuto il nuovo cedimento le aule erano vuote da anni e ancora sotto sequestro. Ciò non toglie l'urgenza di procedere con lavori attesi ormai da troppo tempo». E a questo proposito ha ricordato di essere intervenuto personalmente l'anno scorso per sbloccare le risorse stanziate dal Cipe: per il «Darwin» 3 milioni di euro a disposizione della Provincia di Torino per finanziare gli interventi di messa in sicurezza dell'edificio. «Non è accettabile - ha dichiarato Cirio - la lentezza della burocrazia, ancor più in casi come questo già costato la vita a un nostro ragazzo». E se Torino è messa male, il resto delle città italiane non sta meglio. Secondo il rapporto di Legambiente, il 36% degli edifici scolastici italiani è in situazione di emergenza. Su 42.000 edifici, infatti, la metà è situata ancora in aree a rischio sismico e solo il 58% possiede il certificato di agibilità.