Ancora fiamme a Castelfusano: altri 2 roghi

Brucia Castelfusano. Altri due roghi, ieri, mettono a dura prova uomini e mezzi impegnati da sabato nel maxi rogo che ha distrutto oltre 80 ettari di bosco e macchia mediterranea. Esplodono le polemiche sul mancato coordinamento tra Forestale, Protezione civile, servizio giardini e vigili del fuoco. Quasi due ore di ritardo tra la prima richiesta d’aiuto partita dalla riserva alle 11,28, orario registrato in sala monitor di via Martin Pescatore, al decollo del primo Canadair dall’aeroporto di Ciampino alle 13,11. Allarme che la Forestale gira alla Protezione civile solo alle 12,57. Ben 103 minuti di stallo che saranno al vaglio della speciale commissione d’inchiesta. Non solo. La mancata risposta del sistema interforze, istituito in Regione, sarà al centro del nuovo procedimento aperto in Procura. Gli incendi appiccati ieri sono stati avvistati nella tarda mattinata dalla torretta di Tumuleti. Il primo nella stessa zona bruciata sabato, il secondo lungo via dei Transatlantici, traversa della via Litoranea chiusa alle auto ma aperta, solo in teoria, ai mezzi antincendio. Macchine parcheggiate ovunque, bloccano per decine di minuti le autobotti comunali, del 115 e delle associazioni di volontariato. «Non possiamo spegnere i focolai - raccontano i dipendenti comunali stanziati a Pantano - perché i sentieri sono chiusi dalle vetture dei bagnanti». A poco valgono i viali «tagliafuoco» realizzati nel 2001. Il forte vento di maestrale in pochi minuti sposta il fronte di fuoco di centinaia di metri. Un elicottero con 20 lanci l’ora scarica tonnellate d’acqua sui pini in fiamme. Stessa storia nell’area devastata 24 ore prima dai piromani che hanno usato pneumatici imbevuti di benzina. Per ore le fiamme hanno continuato l’azione di devastazione bloccata sabato solo con l’intervento del velivolo antincendio. E ieri, per dimostrare che si può intervenire tempestivamente, in meno di un’ora dalle richieste di soccorso arriva il Canadair. Le gettate continue permettono di domare le fiamme. «Abbiamo solo 5 autobotti per una capienza totale di 36mila litri d’acqua - spiegano gli uomini del Comune -, siamo pochi anche noi e nei guai se non arrivano elicotteri e Canadair». Tre i centri di soccorso: una sala Coi, Centrale operativa interforze della Regione, una della Provincia, e una terza comunale. Oltre alla sala operativa del 115 a via Genova che, proprio sul litorale, ha distaccato 3 speciali unità «boschive». In più le postazioni fisse dei Vigili del fuoco nella Riserva presidenziale di Castelporziano. Un apparato che, inspiegabilmente, non riesce a bloccare i piromani. Oltre 16 gli incendi tra giugno e luglio, centinaia negli ultimi 12 anni, da quando Castelfusano viene inserita nella Riserva Statale del Litorale. Chi avrebbe interesse ad annientare il parco pubblico più esteso della capitale? Molti secondo la Dda che indaga da anni su oscuri sabotatori al soldo di criminali senza scrupoli. «Paranze» della mala manovrate da interessi milionari che ruotano su appalti e affari da capogiro. Come la (s)vendita del legname bruciato nel 2000: tonnellate di legna ceduta a un prezzo stracciato. Niente da dire se non fosse che in mezzo ai tizzoni vennero trovati alberi sani, i pochi sfuggiti alle fiamme e abbattuti da operai «distratti». L’ultima beffa.