Ancora guai per Nawal Saadawi

Per la seconda volta, a distanza di sei anni, la 77enne scrittrice egiziana Nawal Saadawi rischia la morte per i suoi scritti, per i quali viene accusata di apostasia (abbandono della propria religione musulmana), la stessa accusa rivolta a Salman Rushdie per i suoi Versetti satanici. Il caso, apertosi nel 2001 e poi chiuso con una sentenza a lei favorevole, in questi giorni è stato riaperto dalla ripubblicazione di una sua pièce teatrale, Dio si dimette durante una riunione di vertice che gli studiosi della storica università islamica di Al Azhar hanno definito blasfema. Ritenuta da sempre una ribelle della letteratura e della società egiziana, Saadawi, psichiatra e autrice di una quarantina di libri tradotti in varie lingue, è accusata di «un insieme di ingiurie contro la divinità, i profeti e gli angeli, senza nominarne alcuno», secondo il professor Mahmud Karima, docente ad Al Azhar. Ora Nawal Saafawi è in Belgio, da dove conta di trasferirsi negli Stati Uniti.