Ancora guai per pagare le tasse tra pugni e richiami del prefetto

Cittadino distrugge la macchina che dà i numeri per fare la fila

Fabrizio Graffione

Esasperato dalla lunga coda per pagare le tasse e le multe alla Gest Line di via D'Annunzio prende a pugni la macchinetta che serve i numeri per la fila. A gestire l'ultima rabbiosa furia di un contribuente genovese è dovuto intervenire il servizio d'ordine che ha placato gli animi anche di altre persone innervosite dal disservizio della concessionaria dei tributi. L'episodio è avvenuto ieri mattina e conferma la mancanza di adeguate infrastrutture e organizzazione per il pagamento dei tributi nel capoluogo genovese. Si temono, quindi, altri tafferugli o escandescenze da parte dei cittadini costretti ad aspettare a volte anche ore per pagare, come è avvenuto nei giorni scorsi.
«Stavolta non ci sono scuse per la Gest Line, tipo scadenze dell'Ici o ferie del personale - denuncia il presidente di Assoutenti Furio Truzzi - il servizio di riscossione tributi così non va bene. Mancano servizi igienici nei locali dove si formano lunghe code. Al telefono nessuno risponde per informare i cittadini sulle procedure alternative al pagamento agli sportelli delle cartelle esattoriali. A distribuire i bollettini bancari F35, addirittura, l'altro giorno ci hanno pensato i nostri volontari, mentre gli impiegati di Gest Line non hanno mosso un dito. Abbiamo pure affidato l'incarico ad un ingegnere per verificare la portata del peso delle grate di aerazione, spesso occupate dalle persone in coda, all'entrata dei locali dell'esattoria. C'è il pericolo non sopportino le persone».
Le associazioni dei consumatori attaccano ancora Gest Line che si difende, ma che dovrà rendere conto anche al prefetto Giuseppe Romano che ieri mattina ha incontrato i rappresentanti di Assoutenti. «Mi sono state poste delle questioni - spiega il prefetto - che ho recepito, anche a causa dei disordini registrati negli ultimi giorni negli uffici della Gest Line che hanno comportato l'intervento di alcuni carabinieri e poliziotti. Riconosco la giustezza delle tematiche rappresentate dai consumatori e quindi ho ritenuto di convocare una riunione con i vertici della Gestline e gli enti impositori come Regione, Comune, Inps e Direzione regionale delle Entrate, per il prossimo 17 gennaio. Per quanto riguarda i fermi amministrativi e le ipoteche l'Assoconsumatori pone un altro delicato ed importante quesito che merita approfondimento e una particolare attenzione soprattutto per quelle cartelle esattoriali con importi minimi».
I vertici dell'esattoria insistono nel dichiarare legittimo, anche se una cartella è di poche centinaia di euro, il ricorso al provvedimento di ipoteca della casa o di fermo del veicolo del contribuente moroso. Altri non sono d'accordo. «Ci sono interpretazioni contrastanti - spiega il fiscalista Carlo Caporali - sulla soglia dei 1500 euro al di sotto della quale non si potrebbero disporre fermi e ipoteche. La normativa, in via generale, prevede infatti il divieto su beni utilizzati per lavoro, come una vettura, e molti giudici di pace hanno dato torto all'esattoria in questi casi, e che comunque il valore ipotecato deve essere proporzionato all'entità del debito d'imposta».