Ancora Guidetti, lo Spezia ora ci crede

Enrica Suzzi

da La Spezia

L'entusiasmo, la voglia di fare, la convinzione di avvicinarsi a un sogno sono stati più forti della stanchezza. Così, i novanta, tiratissimi, minuti giocati contro il Genoa si sono fatti sentire sulle gambe degli aquilotti, ma alla fine lo Spezia ha superato l'ostacolo Pizzighettone. E l'ha fatto senza faticare molto, difendendo senza affanni il gol di Max Guidetti, autentico protagonista di questa folle tre giorni al «Picco».
Tre reti in due gare per tenere lo Spezia lassù, in attesa di quel che potrà accadere anche fuori dal campo. «Sono capocannoniere del campionato, ma non mi importa - ha detto Guidetti, 33 reti in due stagioni con la maglia dello Spezia - l'importante è che adesso si riesca a conquistare il massimo in questa stagione».
A quattro giornate dalla fine, insomma, lo Spezia inizia a crederci. Paolino Ponzo, che di promozioni se ne intende, essendo stato protagonista del doppio salto del Modena, dalla C alla A, dice: «Adesso entriamo nel vivo. È il momento di pensare soltanto a noi stessi. Dobbiamo vincerle tutte, e poi si vedrà».
Non è ancora arrivata l'ora delle tabelle, insomma, ma in queste quattro gare ci si gioca una stagione. Gli aquilotti, formidabili al «Picco», dove hanno conquistato dodici vittorie e tre pareggi, adesso devono fare punti anche in trasferta.
Nel giovedì che precede la sosta di Pasqua, gli aquilotti sono impegnati in casa della già retrocessa Fermana. Quei tre punti che mancano dal 2 ottobre (vittoria a San Marino) questa volta sono davvero a portata di mano. «Ma guai a pensare che sarà una passeggiata - ammonisce il mister Soda - perché loro non hanno più nulla da perdere e possono giocare con molta tranquillità. E in più noi siamo un po' stanchi...». Sembra più scaramanzia che autentica convinzione. Ma è bene essere prudenti. Per giovedì Soda recupera infortunati e lo squalificato Giuliano. Ma la forza di questa formazione, e domenica lo ha dimostrato per esempio Rubini, all'esordio dopo una stagione in panchina, è proprio la forza del gruppo. Chiunque entra è protagonista. E questa è la soddisfazione maggiore per Soda.