Ancora Inter-Roma I giallorossi a caccia di rivincite

La stagione ufficiale della Roma riparte da dove era finita. E Spalletti si augura che anche il risultato possa essere quello del maggio scorso, quando i giallorossi vinsero la Coppa Italia. Riecco l’Inter, l’avversaria infinita dell’ultima annata; riecco Mancini, battuto il 19 agosto di sei anni fa quando allenava la Fiorentina in un’altra finale di Supercoppa italiana, ma vincitore nel 2006 con un 4-3 in rimonta. Una sfida che a Trigoria nessuno ha dimenticato. «Con il lavoro di un anno intero - dice Spalletti - ci siamo guadagnati la possibilità di vincere questa Coppa e questo deve costituire un valore aggiunto nelle nostre motivazioni, insieme al risultato dell’anno scorso che, per come si era incanalata la partita, poteva avere un esito diverso. Già avevamo fatto vedere che con l’Inter potevamo giocarcela alla pari. Ci sono cose da migliorare, ma adesso che la squadra è stata completata, non vedo perché dovremmo arrivare lì e arrenderci prima di cominciare».
Un precampionato non esaltante, il calo di concentrazione con la Juve («ma abbiamo giocato bene per un’ora e poi mi fido della potenzialità della nostra fase offensiva», sottolinea il tecnico) ma soprattutto il superiore potenziale tecnico dell’Inter indurrebbe a pensieri diversi: «Complessi di inferiorità non bisogna averne. L’Inter è più forte di noi, ma non ci sentiamo inferiori. I nerazzurri devono ancora perfezionare delle situazioni e non potrebbe essere altrimenti visto il periodo. Credo che Mancini utilizzerà i calciatori che conosce di più. Chivu? Ha concorrenti importanti per la maglia di titolare e qualche volta dovrà accontentarsi di star fuori. Cristian ci conosce bene e questo potrebbe essere un vantaggio per loro».
Inevitabile parlare del tema di questi giorni, il rapporto tra staff medico e tecnico. «Nutro grande fiducia nei nostri medici e in particolare nel dottor Brozzi - assicura Spalletti -. Oltre a curare i giocatori, si occupa anche di tutti noi. Gli sono anche grato per l’impegno che ha verso il presidente Sensi, ovvero la persona che mi ha dato la possibilità di venire alla Roma. Possono esserci punti di vista diversi, ma non problemi». Brozzi, però, ha presentato le dimissioni, respinte dalla società. «Può darsi che lo abbia fatto a fronte di un chiarimento per una situazione che giornalmente può verificarsi nel lavoro e che si sia impermalosito».
Stasera Spalletti avrà a disposizione Totti («si è allenato, sta bene»), ma anche Perrotta e De Rossi, ai quali è stata risparmiata da Donadoni la convocazione in azzurro (a Budapest ci saranno invece Aquilani e, per la prima volta nella rappresentativa maggiore, Curci). A casa rimangono gli infortunati Pizarro, Ferrari e Juan. E proprio sul brasiliano il tecnico giallorosso si prende parte delle responsabilità: «Mi dispiace per lui e per noi perché a livello numerico, vista anche l’assenza di Ferrari, ci manca un uomo. Purtroppo è andata così, lui è arrivato in ritardo e bisognava farlo allenare. Prima della partita con la Juve ho parlato con il giocatore e mi ha convinto che stava bene, per questo l’ho fatto scaldare. Invece ho sbagliato, ogni tanto mi capita». Al suo posto giocherà Panucci.